Concluso ieri a Tolentino l’unico campo di volontariato di Legambiente organizzato nelle Marche ed ospitato dal circolo locale, un’esperienza che ha coinvolto ragazze e ragazzi tra i 14 e i 18 anni provenienti da diverse parti d’Italia.
Nel corso del campo, i giovani volontari sono stati impegnati in diverse attività di riqualificazione e cura degli spazi naturali pubblici della provincia di Macerata. Tra gli interventi realizzati, particolare rilievo ha avuto quello nell’area verde del Ponte del Diavolo, dove i partecipanti si sono occupati della rimozione dei graffiti e della manutenzione del verde. Anche la sede del circolo Legambiente ha beneficiato del loro lavoro, attraverso la riorganizzazione dei materiali a disposizione.
L’attività di volontariato ha interessato anche la costa, con un intervento nell’area faunistica dunale di Civitanova Marche, un ambiente caratterizzato dalla presenza di specie autoctone costiere e importante per la protezione della duna sabbiosa, dove nidifica il corriere piccolo. Un’ulteriore azione di cura del territorio si è svolta lungo le rive del fiume Fiastra.
Il campo è stato inoltre un’occasione per conoscere il patrimonio architettonico, storico e culturale della provincia di Macerata. I volontari hanno potuto visitare l’Abbadia di Fiastra, l’Hotel Interno Marche e alcune realtà di riferimento dell’industria locale, come Poltrona Frau e Nuova Simonelli. Le visite hanno offerto l’opportunità di conoscere da vicino il valore del lavoro artigianale, racchiuso nel motto “intelligenza delle mani”, e di approfondire il percorso dell’azienda sul fronte dell’innovazione e della responsabilità sociale d’impresa. Un focus particolare è stato dedicato agli impegni per la sostenibilità ambientale ed economica e alle iniziative che producono ricadute concrete sul territorio.
L’esperienza si è rivelata formativa non soltanto per i partecipanti, ma anche per i formatori. Il lavoro fisico, insieme alla gestione autonoma delle attività, ha favorito nei ragazzi una maggiore consapevolezza, lo sviluppo dell’autonomia individuale e la soddisfazione di aver portato a termine concretamente un’opera di cura del territorio.
Un’esperienza di volontariato, educazione ambientale e conoscenza del territorio che ha visto i giovani protagonisti di un percorso concreto di partecipazione e responsabilità.
