L’Università di Macerata piange la scomparsa di Andrea Angeli, peacekeeper, scrittore e per molti anni portavoce di missioni di pace delle Nazioni Unite, dell’Organizzazione per la sicurezza e la cooperazione in Europa e dell’Unione Europea. Laureato in Giurisprudenza nel 1980 e in Scienze politiche nel 1982 nell’Ateneo maceratese, Angeli aveva mantenuto nel tempo un forte legame con la sua Università, che nel 2013 lo aveva scelto tra i primi insigniti del riconoscimento di “Laureato dell’Anno”, attribuito insieme all’Alam, l’Associazione Laureati dell’Ateneo Maceratese.
“La scomparsa di Andrea Angeli ci addolora profondamente e rappresenta una perdita molto significativa per tutta la nostra comunità – dichiara il rettore John McCourt –. Andrea è stato una figura davvero unica, capace di unire in modo esemplare il profondo attaccamento alle proprie radici e una straordinaria apertura al mondo. Non ha mai dimenticato Macerata e la sua Università, pur mettendo le proprie competenze e la propria umanità al servizio della pace nei luoghi più difficili. Chi ha avuto la fortuna di conoscerlo ne ricorda la grande generosità umana, la disponibilità e la semplicità con cui condivideva le sue esperienze, soprattutto con i giovani. Non è stato soltanto un nostro laureato illustre, ma un modello di come la formazione possa diventare servizio, dialogo e responsabilità verso gli altri. Alla sua famiglia, ai suoi amici e a quanti gli sono stati vicini va il cordoglio sincero dell’intera comunità universitaria”.
Angeli sarebbe tornato ancora una volta a UniMc venerdì 16 ottobre, nell’ambito del Macerata Humanities Festival, per presentare il suo ultimo libro, “Fede, ultima speranza. Storie di religiosi in aree di conflitto”. Un appuntamento organizzato dall’Alam che avrebbe offerto al pubblico l’occasione di ascoltare dalla sua voce testimonianze maturate in decenni trascorsi nei principali scenari di crisi internazionale.
“Avevamo fortemente voluto questo incontro e Andrea aveva accolto con entusiasmo il nostro invito – ricorda Daniela Gasparrini, presidente dell’Alam –. Per noi non era soltanto un laureato di successo, ma una persona capace di incarnare i valori più autentici che l’Università cerca di trasmettere: apertura, curiosità, coraggio, responsabilità verso gli altri. Pensare che il 16 ottobre avremmo dovuto averlo di nuovo tra noi rende oggi ancora più dolorosa la sua scomparsa. D’accordo con sua sorella, abbiamo deciso di mantenere l’appuntamento per ricordare Andrea e per far conoscere, soprattutto ai giovani, la sua straordinaria esperienza umana e professionale”.
Nel ricevere nel 2013 il premio “Laureato dell’Anno”, Angeli aveva rivolto ai giovani parole molto dirette, invitandoli a non fermarsi davanti alle difficoltà del presente e a guardare anche alle possibilità che ogni fase storica può offrire: “È inutile recriminare. Il mondo va avanti. Noi siamo stati una generazione più fortunata, ma ce ne sono state sicuramente di peggiori della vostra. Cercate di guardare anche ai vantaggi di questa situazione nuova. Voi siete persone più libere di quanto lo fossimo noi trent’anni fa. Allora il posto fisso era una certezza e spesso impediva di immaginare percorsi diversi. Oggi avete la possibilità di partire, di andare altrove, di provare strade nuove. È un vantaggio relativo, certo, ma giocatevi questa carta: poter partire quando volete ed essere liberi”.
