La beffa oltre il danno. L’apertura dei viaggi all’estero per le vacanze pasquali assume i contorni del paradosso ed è un sintomo del cortocircuito normativo che sta creando problemi enormi alle imprese italiane in particolare a quelle del comparto turistico. L’ultima decisione di consentire i viaggi all’estero con la gran parte delle regioni chiuse e in zona rossa suona come una presa in giro per le aziende turistiche marchigiane rappresentate da Confcommercio-Federalberghi Marche che si unisce al coro di protesta levatosi a livello nazionale: “Gli alberghi e il sistema della ricettività della nostra regione sono fermi da mesi – spiega Massimiliano Polacco direttore Confcommercio Marche e Segretario Regionale Federalberghi Marche –,  per il divieto di spostamento tra regioni. Non si comprende il via libera ai viaggi all’esterno mentre in Italia non ci si può muovere: tutto questo è veramente incomprensibile e illogico se basato tenendo conto del basso rischio di contagio delle persone vaccinate o con tampone negativo. Se vale all’estero deve valere anche per l’Italia e per tutti i settori del comparto ricettivo”. Confcommercio-Federalberghi Marche chiede dunque che “si adotti – dice Emiliano Pigliapoco presidente Confcommercio-Federalberghi Marche –, subito un provvedimento che ‘liberi’ le persone vaccinate, dotate di apposita certificazione, quelle che risultino negative al tampone molecolare o antigenico (effettuato non oltre le quarantotto ore precedenti il viaggio) o abbiano il risultato di un test sierologico che dimostrino di essere guarite dalla malattia”. Attacca il provvedimento anche Federico Scaramucci presidente Inside Marche Live l’Associazione dei Tour Operator marchigiani per l’incoming nella Regione Marche e in Italia: “E’ assurdo – spiega –, permettere i viaggi fuori Italia e lasciare il nostro Paese e la nostra Regione, luogo ricco di bellezze e vero polo attrattore per il turismo internazionale, in una situazione nella quale non è permesso il transito tra regioni. Se è possibile uscire dall’Italia non capisco perché non si può passare da una regione all’altra e normalizzare la situazione soprattutto per chi certifica il proprio stato di saluti rispetto al Covid-19. Il nostro obiettivo è cercare di risollevare il Turismo facendo rete e fronte comune ma serve coerenza e serietà per darci modo di far tornare il settore sul piano che gli compete senza dimenticare la drammaticità di un dato emblematico: l’attuale emergenza sanitaria ha causato al settore turistico dell’incoming con la cancellazione del circa 90% delle prenotazioni estere!”.