Una grigia mattinata autunnale si è trasformata in un’esperienza ricca di emozioni, colori e spunti di riflessione per gli studenti del Convitto Nazionale di Macerata. Mercoledì 21 ottobre, quattro classi terze della Scuola secondaria di primo grado hanno assistito in anteprima nazionale alla proiezione del film Quel che resta di noi, diretto dal regista e attore Simone Riccioni, originario del territorio. L’iniziativa si inserisce nell’ambito del Progetto di prevenzione e contrasto al bullismo, curato dalla professoressa Carla Baldoni, referente d’istituto per il bullismo e il cyberbullismo, e nasce dalla volontà di coinvolgere i ragazzi in un’esperienza capace di andare oltre la semplice visione cinematografica, trasformando il grande schermo in uno strumento di educazione, consapevolezza e crescita personale. Il momento più emozionante è arrivato al termine del film, quando Simone Riccioni e due giovani interpreti del cast, Riccardo Andreucci e Anita Lanciotti, sono comparsi a sorpresa davanti agli studenti. L’entusiasmo ha lasciato subito spazio alla curiosità: i ragazzi hanno rivolto agli ospiti domande spontanee e personali, dando vita a un confronto autentico e coinvolgente. Gli attori, scesi tra le file della platea, hanno risposto con disponibilità, rendendo l’incontro un’occasione preziosa di dialogo diretto tra il mondo del cinema e quello degli adolescenti.
La pellicola offre numerosi spunti per riflettere su temi centrali nella crescita dei giovani: il valore della lealtà, il coraggio di essere sé stessi, la libertà di compiere scelte consapevoli e la capacità di sottrarsi alle pressioni dell’omologazione sociale. Attraverso le esperienze condivise dai protagonisti, emerge la possibilità di riscoprire ciò che conta davvero e di riconoscere il valore di relazioni autentiche, fondate sul rispetto e sulla solidarietà. È proprio in questa prospettiva che il cinema può diventare un efficace alleato della scuola nella prevenzione del bullismo: suscitare emozioni, stimolare domande e favorire l’immedesimazione significa aiutare gli studenti a comprendere le conseguenze delle proprie azioni, a riconoscere la sofferenza altrui e a trovare il coraggio di non restare indifferenti di fronte alle prevaricazioni. L’iniziativa si colloca all’interno di un più ampio percorso di educazione alla cittadinanza attiva e alla legalità, volto a promuovere una cultura del rispetto, dell’inclusione e della responsabilità individuale.
A sottolineare il valore educativo dell’esperienza è la rettrice e dirigente scolastica, Alessandra Gattari: «La lotta al bullismo deve diventare parte integrante del percorso educativo. Solo attraverso esperienze significative sarà possibile aiutare i giovani a sviluppare empatia e coraggio, affinché sappiano riconoscere le situazioni di prevaricazione, prendere posizione e trovare la forza di chiedere aiuto e denunciare».
Una mattinata che ha dimostrato come il cinema, quando incontra la scuola, possa trasformarsi in molto più di uno spettacolo: un’occasione per guardarsi dentro, mettersi nei panni degli altri e imparare che il cambiamento comincia anche da un gesto di coraggio, da una parola di sostegno e dalla scelta di non voltarsi dall’altra parte.
