Una donna di 25 anni, cittadina algerina, è stata denunciata dalla Polizia Locale di Civitanova Marche, per furto aggravato con violenza sulle cose, false dichiarazioni sulla propria identità a pubblico ufficiale e violazione delle norme sul soggiorno degli stranieri. I fatti risalgono alla mattina del 17 ottobre, in un esercizio commerciale di corso Umberto I.
L’intervento è nato dal servizio di controllo appiedato della zona centro, predisposto dal Comando per il presidio dell’area nelle ore di maggiore afflusso. Poco dopo le 10 gli operatori, di passaggio nelle vicinanze, sono stati fermati dalle addette dell’esercizio, che hanno segnalato un furto appena avvenuto all’interno del punto vendita.
Dalla ricostruzione raccolta sul posto e poi verbalizzata, la cliente era entrata nel negozio poco prima delle 10 e si era trattenuta a lungo nella zona dei camerini. Diretta verso l’uscita senza acquistare nulla, al passaggio ha fatto scattare le barriere antitaccheggio. Fermata dalle addette, ha restituito diversi capi di abbigliamento e un paio di calzature che teneva nascosti addosso e nella borsa, per un valore complessivo di poco superiore a 200 euro. Su tutti gli articoli il dispositivo antitaccheggio era stato rimosso e su uno di essi la placca risultava forzata e rotta.
Sul posto, a supporto degli operatori, sono intervenuti una pattuglia e il funzionario di turno. Alla richiesta delle generalità la donna ha fornito indicazioni diverse fra loro, in più versioni successive, tutte risultate non corrispondenti: da qui la contestazione delle false dichiarazioni sulla propria identità a pubblico ufficiale. Priva di qualsiasi documento di riconoscimento, è stata accompagnata al Comando e la sua identità è stata accertata soltanto attraverso i rilievi fotodattiloscopici eseguiti presso il Commissariato di Pubblica Sicurezza, che hanno dato riscontro positivo.
La merce è stata interamente recuperata e restituita all’esercizio commerciale nella stessa giornata, previa redazione del verbale di restituzione: il punto vendita non ha quindi subito alcuna perdita economica.
La donna è stata deferita in stato di libertà alla Procura della Repubblica presso il Tribunale di Macerata, che valuterà il seguito del procedimento e verrà segnalata alla Questura di Macerata per il foglio di via obbligatorio.
Il Comando è intervenuto in altri due casi. Il 19 ottobre, alle prime ore del mattino, due pattuglie hanno effettuato un sopralluogo in un cantiere edile privato dando seguito a una querela presentata lo scorso 12 maggio dal responsabile dell’area per l’occupazione abusiva della struttura. All’interno sono stati trovati due uomini, entrambi nati in India, privi di documenti di identità: sono stati accompagnati al Comando e identificati con il supporto del Commissariato. Entrambi gravati da precedenti, sono stati deferiti per invasione di edifici e per la violazione dell’articolo 6, comma 3, del Testo unico sull’immigrazione. Nei confronti di uno verrà proposto il foglio di via obbligatorio.
Lo stesso 19 ottobre il Comando ha sequestrato una carta d’identità elettronica risultata manomessa. Il documento apparteneva ad un cittadino italiano residente a Civitanova Marche e presentava un foro rettangolare con il microchip integrato completamente asportato. Il sequestro è stato eseguito ai sensi dell’articolo 354 del codice di procedura penale e il fascicolo è stato inoltrato alla Procura di Macerata per le ipotesi di falsità materiale e alterazione di documento.
I controlli sul territorio proseguono, con particolare attenzione alle aree del centro e ai siti dismessi o non presidiati. Per tutte le persone coinvolte si tratta di procedimenti nella fase delle indagini preliminari: vale la presunzione di innocenza fino a sentenza definitiva.
«Il risultato di corso Umberto I non arriva da una segnalazione giunta al Comando, ma dal fatto che gli operatori erano in quel punto, a piedi, nel giorno di mercato. Questa volta la presenza non ha impedito che il fatto accadesse, ma ha consentito di individuare e identificare l’autrice nell’immediatezza, con il deferimento all’autorità giudiziaria e la restituzione della merce all’esercizio commerciale», dichiara il Dirigente Superiore Cristian LUPIDI, Comandante della Polizia Locale di Civitanova Marche.

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