Si è spento ieri sera l’artista maceratese Silvio Craia. Aveva 88 anni ed era nato a Corridonia a cui era molto legato. Craia ha avuto una lunghissima carriera artistica che lo ha portato a essere conosciuto in tutta Italia, con più di 40 mila opere tra quadri, sculture, presepi, e composizioni realizzate con materiali di vario genere. Una passione per l’arte coltivata fin da giovane e consolidata con la frequentazione dell’Istituto d’arte.
Un artista poliedrico, inizialmente figurativo, poi informale quindi sempre più “artista inventore”. E’ stato definito “L’ultimo futurista” per aver improntato la sua ricerca partendo proprio da quale movimento. La sua opera va dai paesaggi marchigiani dai toni chiari alla partecipazione al movimento Agrà, fondato nel 1962, a Macerata, da Sante Monachesi, alle idrologie, realizzate insieme a Giorgio Cegna ed Emilio Villa, alla realizzazione di scenografie ed ai recuperi formidabili degli anni Ottanta dove carta, acqua, plexiglass, legno, materiale di recupero in genere, con lui tornavano a vivere.
E poi le sculture, come il monumento ai caduti sul lavoro di Corridonia, il mappamondo dedicato a padre Matteo Ricci e negli ultimi anni anche le ceramiche.
Tante le mostre a cui ha partecipato, nel 2017 il Comune di Macerata gli ha dedicato una personale a Palazzo Buonaccorsi.
