Nella Sala Castiglioni della Biblioteca Mozzi Borgetti è stato presentato il nuovo film “Quello che resta di noi”, diretto da Emilio Mercanti e Simone Riccioni, prodotto da Linfa Crowd 2.0, che fara’ tappa a Macerata con la proiezione del 26 ottobre alle ore 21 al Multiplex.
Il film si muove tra i codici del mystery-comedy, della ghost story e del reality show. Al centro della narrazione c’è una villa cinquecentesca appartenuta a un’antica contessa, dove sette giovani, spinti da motivazioni differenti, varcano la soglia alla ricerca di un misterioso tesoro. L’avventura tra corridoi e stanze abbandonate si sviluppa come un’esperienza sospesa tra mistero e realtà.
Utilizzando gli elementi del giallo e del soprannaturale, il film affronta il tema del rapporto con l’immagine, il successo e il bisogno di essere osservati. La narrazione evidenzia come, una volta spente le telecamere, emergano la memoria, la condivisione e le scelte dei protagonisti.
“Ho spesso a che fare per via del mio assessorato con il mondo dei giovani – afferma la vicesindaco e assessore alle Politiche giovanili Francesca D’Alessandro -. Questa iniziativa è importante per più motivi: innanzitutto ribadisce il valore pedagogico ed educativo del cinema, un linguaggio dell’immagine forte ed efficace per comunicare con le nuove generazioni. Inoltre, è motivo di grande orgoglio presentare un film fortemente legato al nostro territorio e con un cast in gran parte della nostra provincia. La sfida oggi riguarda proprio i giovani, che vivono in un’epoca complessa in cui si è molto ‘social’ ma si rischia di essere sempre meno sociali. Ringrazio il regista Simone Riccioni per l’impegno nel trattare temi umani e sociali fondamentali: il compito delle istituzioni è arduo, ma insieme a scuola, famiglia e con il prezioso aiuto dell’arte, possiamo accompagnare al meglio le nuove generazioni”. A fargli eco è l’assessore alle Politiche Giovanili, Pierfrancesco Tasso, che rimarca come “questo film rappresenti uno strumento di dialogo con i giovani, affrontando con intelligenza e sensibilità temi cruciali come l’ambizione, la paura e il valore dei legami veri nell’era dell’immagine, evidenziando che patrocinare questa iniziativa significa credere in un cinema che sa educare, emozionare e stimolare il senso critico delle nuove generazioni, spingendole a cercare ciò che conta davvero quando le luci della ribalta si spengono”.
Entrando nel vivo della creazione artistica Simone Riccioni, regista e produttore, aggiunge che “il titolo racchiude il senso più profondo del film”, ricordando che “quando tutto finisce e le telecamere non registrano più, ciò che rimane sono le scelte che abbiamo fatto e i legami che abbiamo costruito”. Mentre il regista Emilio Mercanti spiega che “la villa, la contessa e il tesoro sono gli elementi attraverso cui i protagonisti vengono messi davanti alle proprie paure, alle proprie ambizioni e soprattutto alle proprie scelte”.
Tra mistero, risate e profonde riflessioni sui legami umani, “Quello che resta di noi” si appresta così a conquistare il pubblico in sala.
