Venerdì 25 settembre 2026, alle ore 21:30, la cornice del Teatro La Rondinella di Montefano ospiterà la presentazione ufficiale de “Il pozzo dei pensieri”, opera prima del poeta montefanese Simone Vissani, pubblicata da Monetti Editore.
Simone Vissani, cantore autentico della propria terra e dell’anima, esplora nelle sue pagine un mondo rurale e contadino in profonda trasformazione, custode di principi sani e valori ancora vivi. Il volume raccoglie i migliori componimenti nati da quasi un decennio di ricerca, introspezione e scrittura dell’autore.
Ad accompagnare il pubblico alla scoperta dell’universo poetico dell’autore sarà la poetessa e scrittrice Lucia Nardi. La serata vedrà inoltre l’intreccio tra parola e musica grazie agli interventi musicali all’organetto di Davide Accattoli, mentre la lettura dei versi sarà affidata ai lettori del corso di Dizione del Teatro La Rondinella: Daria Barbetta, Francesco Batocco, Laura Calimici, Tiziana Caporaletti, Gigliola Coppari, Leida Furiasse e Alessia Pianesi. L’introduzione e la regia dell’evento sono curate da Marco Bragaglia.
Abbracciare la parola di Simone Vissani significa accettare la sfida di spogliarsi di ogni sovrastruttura per lasciarsi attraversare dal vento crudo dell’esistenza. In questa raccolta la voce dell’autore si fa bussola e tempesta, muovendosi con una libertà che ignora i recinti delle regole formali per inseguire l’urgenza del sentire, attraverso uno stile che è un organismo vivo capace di mutare pelle.
La sua scrittura a tratti investe con un linguaggio diretto e quasi tattile, capace di restituire il fango dei disastri naturali e il peso specifico della connessione con la terra; altre volte si ritrae in un ermetismo magico dove la parola si fa guscio e vibrazione pura per trascendere il quotidiano e attingere a sensazioni oltre il tempo. Simone Vissani non scrive per compartimenti stagni, ma crea un flusso dove tutto si tiene: la natura non è una cartolina, ma un corpo vivo con cui riconnettersi ferocemente. La memoria dei tempi passati si fa ponte verso l’eterno, mentre l’amicizia e l’amore vengono spogliati da ogni retorica per essere restituiti nella loro essenza più nuda.
Nella poesia di Simone, non bisogna cercare la rima che rassicura o la metrica che ordina il caos: bisogna cercare l’uomo, il suo graffio sulla carta e la sua libertà di essere maremoto e porto nello stesso verso.

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