Portare più studenti dentro le piccole imprese marchigiane e, allo stesso tempo, fare entrare nell’università le esperienze, le competenze e i bisogni di chi ogni giorno fa impresa. È la prospettiva emersa dall’incontro ospitato mercoledì 23 settembre, nel Rettorato dell’Università di Macerata tra il sistema universitario regionale e Confartigianato Marche.
Al confronto hanno partecipato il rettore John McCourt, presidente del Comitato regionale di coordinamento delle università marchigiane, la prorettrice vicaria Catia Giaconi, la presidente di Confartigianato Marche Moira Amaranti, il segretario regionale Gilberto Gasparoni e Annalisa Caracini, responsabile del servizio Formazione di Confartigianato.
Il punto di partenza è una realtà spesso poco conosciuta dagli stessi giovani: nelle Marche operano numerose imprese artigiane e di piccole dimensioni nelle quali innovazione, creatività e apertura internazionale fanno parte del lavoro quotidiano. Avvicinare gli studenti a queste realtà significa ampliare le loro prospettive professionali e, nello stesso tempo, aiutare le aziende a incontrare nuove competenze. I Career Day restano strumenti importanti, ma occorre costruire un rapporto che accompagni gli studenti durante l’intero percorso universitario. Tirocini, tesi sviluppate con le aziende, incontri con imprenditori e professionisti, attività didattiche condivise e progetti di ricerca con laureandi e dottorandi possono rendere più continuo il rapporto tra formazione e lavoro.
Il confronto ha riguardato anche i bisogni formativi delle imprese viste le difficoltà delle aziende nel trovare le figure professionali necessarie. La trasformazione digitale, l’intelligenza artificiale, la sostenibilità, il cambiamento climatico e l’instabilità del contesto internazionale stanno modificando rapidamente mercati, processi produttivi e competenze. Le università possono contribuire attraverso corsi brevi e professionalizzanti, costruiti su esigenze concrete e organizzati con modalità flessibili, in presenza e online.
“Dobbiamo aiutare i giovani a cambiare il modo di guardare alle Marche”, sottolinea John McCourt. “Il loro futuro professionale non comincia dopo la laurea, ma durante gli anni universitari. Nel nostro territorio esistono tante imprese, grandi e piccole, nelle quali creatività, innovazione e visione internazionale sono all’ordine del giorno, ma spesso gli studenti non le conoscono. I quattro atenei possono fare molto per favorire questo incontro e per mettere le proprie competenze a disposizione delle necessità formative delle aziende”.
“Le imprese artigiane non sono soltanto luoghi di produzione, ma anche luoghi nei quali si creano conoscenze, innovazione e cultura del lavoro”, afferma Moira Amaranti. “Abbiamo bisogno di giovani preparati, curiosi e capaci di accompagnare il cambiamento. Una collaborazione più stretta con le università può aiutarci sia a far conoscere queste opportunità sia a costruire percorsi formativi realmente utili alle imprese e alle persone che vi lavorano ed a progetti di valorizzazione e sviluppo delle piccole imprese”.
Come primo passo, è stata proposta una mappatura delle esigenze delle aziende relativamente alle figure professionali richieste ed a collaborare a tesi, attività didattiche, percorsi di ricerca e di innovazione. Su questa base potranno essere individuati alcuni ambiti dai quali avviare la collaborazione tra Confartigianato Marche, le sue strutture territoriali e i quattro atenei regionali.

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