Il Festival d’Estate è appena andato in archivio, ma a Palazzo Claudi la cultura continua a essere protagonista. La doppia mostra, a ingresso gratuito, dedicata ad Anna Claudi, nel cinquantesimo anniversario della scomparsa, resterà aperta al pubblico fino al prossimo 5 dicembre ogni sabato con orario 15.30-19.30 e domenica con orario 10.30-12.30 e 15.30-19.30. Domani, giorno di Ferragosto, però rimarrà chiusa, mentre dopodomani (domenica 16 agosto) sarà regolarmente aperta. Dunque, un’occasione in più per scoprire le due esposizioni che la Fondazione Claudi ha allestito nelle prestigiose sale del palazzo: da una parte la selezione di 110 tavole inedite della pittrice, curata dalla storica e critica d’arte Stefania Severi; dall’altra Anna Claudi ALDILÀ 1976-2026, percorso immersivo ed esperienziale dedicato alla vita e alla complessa vicenda artistica e umana di una donna che seppe distinguersi anche per la sua intraprendenza imprenditoriale.
Si tratta di una proposta che prolunga così ben oltre l’estate l’attività culturale della Fondazione Claudi, affiancandosi ad altri eventi in programma per l’autunno e facendo seguito all’altra iniziativa ormai diventata un appuntamento di riferimento, il Festival d’estate a Palazzo Claudi, la cui 14^ edizione si è conclusa con un bilancio decisamente positivo. Le tre serate hanno fatto registrare una media di oltre 150 spettatori a concerto, confermando la capacità della rassegna di richiamare un pubblico attento e appassionato e, soprattutto, di proporre eventi di alta qualità artistica. La “formula” si rinnova annualmente grazie alla Fondazione Claudi, presieduta dal professor Massimo Ciambotti, e alla direzione artistica del violinista Michele Torresetti, musicista di prestigio internazionale che anche quest’anno ha costruito un programma capace di spaziare tra repertori e linguaggi differenti.
Come noto, il Festival si era aperto il 1° agosto con Tele sonore: dialoghi tra musica e pittura, con lo stesso Torresetti al violino e l’apprezzatissimo Alessandro Deljavan al pianoforte, per poi proseguire il 5 agosto con I volti di Franz Schubert, affidato al Quartetto Lyskamm. La terza serata, l’8 agosto, ha rappresentato invece una novità assoluta: per la prima volta nella sua storia la rassegna ha lasciato Serrapetrona per approdare a Corridonia, al Villaggio San Michele Arcangelo della Società Cooperativa PARS, con Alma argentina: suoni, ritmo e tradizione.
In questo contesto è emersa anche una curiosità: a Serrapetrona c’è anche un artigiano della musica, un maestro liutaio. In occasione del concerto dedicato a Schubert, infatti, è stato presentato Roberto Viale, artigiano liutaio e scultore di Serrapetrona, residente nella frazione di Castel San Venanzio, che si dedica alla creazione e alla lavorazione di strumenti musicali unici, mettendo insieme competenze artistiche, abilità artigianali e conoscenze nel restauro del legno. La sua presenza acquista un significato particolare proprio all’interno di una rassegna dedicata alla musica da camera. Serrapetrona, piccolo centro dell’entroterra maceratese, vive anche di queste “contaminazioni” tra musica, arte, artigianato e territorio. E così il Festival riesce a rinnovarsi, mantenendo saldo il legame con la comunità che lo ospita.

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