Grande successo, martedì scorso, per “Itaca per sempre”, spettacolo tratto dal romanzo di Luigi Malerba e andato in scena, nell’ambito della rassegna TAU, nel suggestivo scenario del teatro romano di Falerone.
Un connubio perfetto in cui ad intrecciarsi sono il fascino della location e uno dei miti più conosciuti, celebrato anche nella nuova versione cinematografica di Nolan, dove passato e presente “si ritrovano”, facendo rivivere ai numerosi presenti l’intensità di uno dei momenti, forse tra i più toccanti, del grande poema omerico: l’incontro, dopo ben 20 anni di assenza, di Ulisse con Penelope.
Le suggestioni naturali come l’ipnotico sciabordio delle onde del mare e le composizioni musicali della tastiera di Mirko Lodedo trasportano, fin dalle prime note, gli spettatori in un’atmosfera quasi rarefatta e onirica in cui è palpabile un senso di smarrimento. Lo stesso senso di smarrimento provato da Ulisse, impersonato da un intenso Enrico Lo Verso, nell’approdare a Itaca e che “conduce” l’eroe greco quasi a non riconoscere più la sua amata terra. Sotto le mentite spoglie di un mendico, Ulisse “ritrova” la sua Penelope, che ha le leggiadre movenze e l’espressività di Chiara Dimaggio, e che appare ai suoi occhi ancora ricca di fascino.
Ed è lo stesso eroe greco che si fa più umano e fragile sia nel tradire quasi una sorta di sgomento dal non vedere cambiamenti nella sua sposa che appare ancora così desiderabile, sia nell’insinuarsi in lui un celato desiderio che ella sia meno bella e avvenente.
Penelope invece nel suo portamento fiero e apparentemente sicura di sé, ascolta il lungo racconto del mendicante e capisce fin da subito che, sotto quelle umili vesti, si nasconde il marito ma decide di stare al suo gioco, fino a quando nella gara con l’arco Ulisse svelerà la sua vera identità.
Nel gioco delle parti, in quello che si rivela una sorta di duello psicologico tra Ulisse e Penelope, l’eroe greco con “l’animo coperto di ferite” lascia la sua immagine di eroe e abbraccia la sua fragilità chiedendosi ad un certo punto – “Cosa voglio io dentro al mio animo?”.
Ulisse, consapevole di aver raccontato troppe menzogne, decide alla fine di riguadagnare l’amore e soprattutto la fiducia della moglie perché, dopo tutto, la guerra cambia gli uomini ma i sentimenti, se autentici, rimangono per sempre.

Samuela Lautizi

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