Frizzante serata, sabato scorso, per l’inaugurazione della stagione di prosa al Teatro Romano di Piane di Falerone.
Nel suggestivo scenario di uno dei teatri di epoca romana meglio conservati nel nostro territorio e’ approdato uno dei miti greci più conosciuti in uno spettacolo divertente, godibile fino alla fine e in cui certamente non ci si annoia.
In scena “Arianna e Teseo. Una storia tragiridicola” con l’energia, davvero incontenibile, della bravissima Tiziana Foschi in forma smagliante più che mai e la simpatia e, ovviamente anche bravura, di Antonio Pisu che dimostra talento anche nelle parti musicali cantando e accompagnandosi con una chitarra acustica.
Lo spettacolo, che si inserisce nell’ambito della XXVIII edizione del Tau (Teatri Antichi Uniti) e che è scritto e interpretato dai due attori, è una rivisitazione insolita e “tragiridicola” del mito greco che viene smontato nelle varie parti, soggetto continuamente a interruzioni tra battute divertenti, sagaci e a volte “irriverenti” in un tempo scenico che come un nastro che si riavvolge e poi si srotola, sembra correre veloce seguendo un’urgenza che non è tanto quella di raccontare la storia quanto piuttosto di rincorrere il filo. Quel filo “rosso” o meglio fucsia che unisce inevitabilmente il passato al presente, il mondo antico a quello contemporaneo, con tutte le loro contraddizioni e umane fragilità.
Due mondi che viaggiano paralleli dove il sentimento tanto celebrato dell’amore diventa in realtà lo strumento che Teseo utilizza per uscire dal labirinto, mentre Arianna, piantata a Nasso, dalla quale nascerà la celebre espressione “essere piantati in asso”, usa l’amore o meglio il dolore che esso provoca per uscire dall’infanzia e diventare finalmente adulta.
E allora cosa è il labirinto? Forse la vita stessa, forse i pensieri che a volte ci confondono e ci fanno paura, quella stessa paura di perdere il filo, di perdere forse un legame o magari noi stessi.
Nella parte finale un momento di pausa e distensione, il ritmo rallenta e la riflessione sul concetto di mito trova spazio, riflessione sul tempo del mito stesso in cui in realtà il legame con il mondo odierno è ancora fortissimo e attuale.
Ogni mito, avulso dalla banale e semplice morale delle favole della buonanotte, vive ancora oggi in ognuno di noi, nella forza propulsiva delle azioni, delle parole e in tutto ciò che ne deriva, in quell’umanità di cui tutti noi facciamo e faremo sempre parte.
Samuela Lautizi
