“Quello a cui abbiamo assistito nel Consiglio comunale di Macerata non è un passaggio fisiologico della dialettica politica, ma il segnale di una preoccupante mancanza di responsabilità.” Così inizia la nota di Giorgio Menichelli, Segretario Generale di Confartigianato Imprese Macerata-Ascoli Piceno-Fermo, in merito a quanto accaduto lunedì scorso in Consiglio comunale a Macerata. E continua: “Il fallimento nell’elezione del Presidente del Consiglio di lunedì pomeriggio, consegna alla città un’immagine indecorosa e mina la credibilità delle istituzioni fin dal primo momento. In questi giorni la comunità maceratese ha onorato uno dei personaggi più illustri della città, e non solo, Adriano Ciaffi e fra qualche giorno (il 24 luglio) ricorre il trentennale della morte di un altro grande della politica maceratese, Rodolfo Tambroni, il quale sosteneva che la politica deve essere al servizio delle comunità locali e delle persone comuni (e non il contrario), esaltava la dignità del lavoro artigiano e delle piccole imprese, con particolare attenzione alla partecipazione e al dialogo tra i cittadini e la politica (ripeto, al dialogo!).
Le piccole imprese, gli artigiani, i commercianti osservano con crescente imbarazzo questa situazione. Chi ogni giorno deve rispettare impegni concreti, affrontare il mercato, garantire occupazione e saper dialogare con i propri dipendenti, clienti e fornitori, non può comprendere né accettare logiche interne che paralizzano l’azione amministrativa ancora prima che inizi davvero.
È evidente che qualcosa si è rotto nel percorso di costruzione della maggioranza, anche alla luce dell’esclusione di alcune componenti centriste che avevano contribuito al risultato elettorale.
Senza entrare nel merito delle scelte politiche, resta il dato di fondo: una Giunta che nasce già “zoppa” e un Consiglio incapace di esprimere una guida.
Oggi le strade possibili sono chiare e non possono essere eluse: una ricomposizione della maggioranza e la costruzione di una Giunta più rappresentativa, inclusiva e stabile, capace di garantire governabilità alla città, servizi ai cittadini e prospettive alle piccole imprese; il prolungamento di una situazione di stallo, con una sorta di eutanasia politica della Giunta fino alla sua caduta, con effetti evidenti di paralisi amministrativa, il commissariamento e il ritorno alle urne.
Come rappresentanti del mondo delle piccole imprese, riteniamo che la prima strada sia non solo la più auspicabile, ma anche l’unica responsabile. La città ha bisogno di un’amministrazione pienamente operativa, non di equilibri precari o di prove di forza interne.
Rivolgiamo quindi un appello chiaro a chi ha il compito di governare: ricomporre le fratture, allargare il perimetro della rappresentanza, ristabilire condizioni minime di stabilità, e soprattutto mettere da parte i propri interessi e ambizioni rispetto agli interessi generali dei maceratesi. Non è più tempo di tatticismi né di posizionamenti personali.
Le imprese chiedono serietà, rapidità nelle decisioni e istituzioni che funzionino. E oggi, purtroppo, stanno vedendo esattamente il contrario.”

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