Il Segretario Generale di Confartigianato Imprese Macerata-Ascoli Piceno-Fermo, Giorgio Menichelli, interviene in merito all’incidente mortale avvenuto lungo la superstrada 77 in cui hanno perso la vita due giovani e quattro sono ricoverati in gravi condizioni, con questa nota: “La tragedia avvenuta domenica sulla SS 77 Val di Chienti ci lascia sgomenti e addolorati, ma non ci sorprende. E questo è forse l’aspetto più grave. Perché quando una situazione di pericolo viene denunciata per anni da cittadini, imprese e amministratori, e nulla cambia davvero, il rischio diventa una presenza quotidiana. Nessuno vuole attribuire responsabilità dirette a questa tragedia, che resta prima di tutto una dolorosa fatalità. Ma sarebbe ipocrita fingere di non vedere ciò che tutti vedono: chilometri di cantieri, deviazioni continue, corsie ristrette, rallentamenti improvvisi, code che si formano senza preavviso e automobilisti costretti ogni giorno a viaggiare in condizioni di tensione e incertezza. La Val di Chienti è diventata il simbolo di lavori che si susseguono all’infinito per garantire maggiore sicurezza, producendo però una percezione costante di insicurezza. Ogni estate lo stesso copione e gli stessi disagi. E intanto il territorio paga un prezzo altissimo.
Ci chiediamo quanto ancora dovremo aspettare, perché non è più accettabile procedere per interventi frammentari e temporanei. Probabilmente esiste anche un problema di comunicazione. Interventi di questa portata richiedono una segnaletica più efficace, una maggiore informazione preventiva e una diffusione capillare delle modifiche alla viabilità. Tuttavia, questo non basta a risolvere il problema della pericolosità che oggi caratterizza molti tratti interessati dai lavori.
Oggi servono scelte straordinarie, con cantieri che lavorino giorno e notte perché la risposta, può sembrare scontata, è quella di accelerare il più possibile la conclusione dei cantieri. Dobbiamo avere un cronoprogramma con tempi certi e rapidi. E, soprattutto, ci deve essere la volontà di affrontare il problema una volta per tutte, ponendo così fine a soluzioni tampone e rattoppi.
La precarietà permanente della principale arteria che collega l’entroterra con la costa maceratese non è più soltanto un disagio, è il simbolo di un fallimento collettivo. E ogni giorno che passa senza una soluzione definitiva è un giorno in cui si continua a chiedere a cittadini e imprese di convivere con una situazione che non dovrebbe più essere tollerata. Per questo chiediamo che si apra finalmente una riflessione seria e definitiva sul futuro di questa infrastruttura, fondamentale per lo sviluppo e la sicurezza del nostro territorio.”
