“Ponti di Sapere. Buone pratiche educative cinesi per la scuola italiana” è questo il titolo dell’interessante incontro che si è svolto martedì scorso, 12 maggio, nell’aula Magna dell’Istituto Comprensivo “E.Mestica” di Macerata. Un incontro nato – come ha sottolineato la Dirigente Scolastica Arianna Simonetti – dal desiderio di condividere un’esperienza che, per il nostro Istituto, ha rappresentato molto più di un semplice viaggio scolastico (…)” – e con il fermo proposito- “che ciò che abbiamo osservato possa trasformarsi in esperienza educativa concreta anche qui, nella nostra scuola.”
Dal 23 marzo al 1° aprile infatti una piccola ma eterogenea delegazione scolastica composta da 6 studenti (dalla scuola primaria a quella secondaria di I grado), dalla stessa Dirigente Scolastica e da Roberta Micozzi, docente di sostegno nella scuola primaria Montessori, è stata protagonista di uno straordinario viaggio in Cina, precisamente a Taicang, volto a conoscere e comprendere una realtà completamente diversa da quella italiana. Ad accompagnare il gruppo in quella che è stata un’esperienza culturale, educativa e umana anche due mamme, la Sig.ra Maria Elisabetta Corradini e la Sig.ra Veronica Maracci che hanno accolto con gioia la proposta di poter viaggiare con i propri figli e condividere con loro un’esperienza unica ed entusiasmante.
Dalle testimonianze raccolte del racconto del viaggio attraverso le parole piene di emozione come quelle delle due mamme e alcuni brevi video, i presenti all’incontro, tra cui genitori e molti insegnanti, hanno potuto conoscere un piccolo spaccato della realtà scolastica cinese.
La Dirigente Scolastica Arianna Simonetti, nel suo intervento, ha evidenziato l’importanza e il ruolo centrale che l’istruzione occupa all’interno della società stessa che investe moltissimo negli ambienti moderni e curati, nelle attività e nella costruzione vera e propria della comunità scolastica. Forte inoltre la sinergia tra i diversi ordini di scuola così come quella con le realtà produttive del territorio, soprattutto nei percorsi legati alla tecnologia, alla progettazione e all’innovazione. La presenza di campus educativi dove gli studenti trascorrono gran parte della giornata a scuola, offrono l’opportunità di svolgere attività sportive, laboratoriali, artistiche poiché esse sono considerate parte integrante della formazione della persona.
– “Molte attività laboratoriali non sono pensate soltanto per “fare”, ma per educare la mente alla precisione, alla calma, alla continuità dell’impegno. Abbiamo visto laboratori di ritaglio della carta, calligrafia, strumenti musicali tradizionali anche molto complessi da apprendere, attività artistiche e tecniche che richiedono pazienza, esercizio e autocontrollo (..) Scuole progettate e pensate -come ha ribadito la Dirigente – non soltanto come luoghi di istruzione anche ma come ambienti di vita e crescita.”
A colpire è stata anche la straordinaria organizzazione degli ampi spazi ampi e dei tempi scolastici all’interno dei quali si alternano momenti di pausa e movimento all’aperto dove l’autonomia dello studente rappresenta un elemento centrale.
La maestra Roberta Micozzi, docente di sostegno, ha avuto anche l’occasione di poter visitare una scuola statale per studenti con disabilità: – “È stato meraviglioso entrarvi e osservare il volto felice di quegli alunni, il sorriso delle loro insegnanti e la tranquillità che regnava all’interno di quella scuola speciale (…) un’esperienza unica dove regna e primeggia l’indipendenza …”
Proprio sull’indipendenza e sull’autonomia le riflessioni della Sig.ra Corradini che, non senza un pizzico di commozione, ha affermato che “Forse tutto l’amore che doniamo ai nostri figli impedisce loro di crescere. Occorrerebbe rispettare il loro tempo e le loro capacità, dandogli semplicemente fiducia.”
Occorrono sicuramente ponti anche nel rapporto genitori – figli poiché i ponti, per usare le parole della Dirigente nel suo discorso conclusivo, “non sono quelli che collegano luoghi lontani, ma quelli che aiutano le persone a comprendersi. E la scuola, oggi più che mai, deve avere il coraggio di costruire questi ponti.”
Samuela Lautizi