Giorgio Menichelli, segretario generale di Confartigianato Imprese Macerata-Ascoli Piceno-Fermo, interviene con questa nota sul maxi impianto fotovoltaico a terra previsto a Potenza Picena:
“Sul progetto previsto in Contrada Marignano, nel territorio di Potenza Picena, che prevede la realizzazione di un impianto fotovoltaico esteso su circa 45 ettari di terreno agricolo, esprimiamo contrarietà. Siamo pienamente d’accordo sull’importanza di individuare nuove fonti energetiche e di accelerare il percorso verso la transizione ecologica, soprattutto in una fase storica caratterizzata da una forte crisi energetica. Tuttavia, riteniamo che l’area individuata non sia idonea ad ospitare un intervento di tali dimensioni. L’area interessata si trova infatti all’imbocco della Val Potenza, un territorio che, grazie alla futura viabilità e al nuovo casello, sarà sempre più strategico dal punto di vista turistico ed economico. L’ingresso alla vallata rappresenta un vero e proprio biglietto da visita del territorio e l’impatto paesaggistico di un impianto di questa portata rischia di essere estremamente invasivo. Non bisogna dimenticare che nell’intera Val Potenza il comparto agricoltura-silvicoltura rappresenta una componente fondamentale dell’economia locale, incidendo per circa il 28% delle imprese attive dell’area. A questo si aggiunge la presenza di un tessuto manifatturiero che potrebbe beneficiare ulteriormente dello sviluppo turistico legato alle nuove infrastrutture.
Sottrarre terreno agricolo significa quindi non solo alterare profondamente il paesaggio, ma anche indebolire un’economia territoriale, che ha nell’agricoltura una delle sue principali vocazioni e peculiarità. Dobbiamo vedere la Val Potenza come un’unica area vasta, composta da 18 comuni e da oltre 160mila abitanti, che vive anche grazie alla forza del comparto agricolo e delle filiere collegate. L’impatto di questo progetto sarebbe dunque rilevante non soltanto dal punto di vista ambientale, ma anche sotto il profilo economico e sociale e coprirebbe una scala ben più vasta a livello territoriale, oltre i confini del comune di Potenza Picena.
Ci chiediamo inoltre se siano stati valutati con la dovuta attenzione i possibili effetti sul terreno e sulla biodiversità locale. Esistono rischi di fragilità? Quali conseguenze potrebbero derivare dalla modifica del suolo e dall’eventuale impermeabilizzazione dell’area? E soprattutto: tali trasformazioni saranno realmente reversibili un domani?
Riteniamo che, vista la presenza di numerosi poli industriali e produttivi nel territorio, un impianto di questo tipo potrebbe essere distribuito su superfici già urbanizzate, come tetti di capannoni, parcheggi o aree industriali, evitando così il consumo di suolo agricolo.
Per queste ragioni anche presenteremo al Ministero dell’Ambiente e della Sicurezza Energetica nostre osservazioni, chiedendo una revisione del progetto.
