I carabinieri hanno inferto un duro colpo al fenomeno del gioco d’azzardo clandestino. Nella serata del 30 aprile scorso, i militari della Stazione di Montecosaro, a conclusione di una mirata attività informativa e investigativa, hanno dato esecuzione all’operazione denominata “Game Over” che si è sviluppata nell’ambito di un servizio coordinato di controllo del territorio a largo raggio, disposto dal Comando Provinciale carabinieri di Macerata. L’azione, condotta dai militari di Montecosaro con il supporto dei colleghi della Stazione di Porto Potenza Picena e del Nucleo Operativo e Radiomobile (NORM) della Compagnia di Civitanova Marche, ha permesso di fare irruzione in un locale seminterrato, situato in un edificio di tre piani a Montecosaro. Il locale, di giorno è adibito a tomaificio, ma di notte trasformato in una vera e propria casa da gioco clandestina, completa di dotazioni professionali e sistemi di gestione delle puntate. All’interno dei locali, i carabinieri hanno sorpreso 13 cittadini di nazionalità cinese intenti a partecipare a sessioni di “Mahjong”, gioco caratterizzato da una forte componente aleatoria. I giocatori erano suddivisi su tre tavoli tecnici, già allestiti con tessere e pronti per le puntate.
L’attività investigativa ha permesso di delineare con precisione i ruoli: 13 persone deferite in stato di libertà per l’esercizio di giochi d’azzardo; una coppia di coniugi residenti a Montecosaro, è stata identificata come responsabile della gestione della “casa da gioco”, detenevano la “cassa”, contenente denaro contante di vario taglio e fiches ancora sigillate, pronte per essere distribuite.
Al termine delle operazioni, i militari hanno proceduto al sequestro di circa 6.500 euro, rinvenuti sia nella disponibilità dei singoli giocatori che nella cassa centrale, numerose fiches, tessere da Mahjong e tavoli da gioco. L’intero locale seminterrato è stato posto sotto sequestro preventivo.
“Questo risultato testimonia l’importanza della presenza capillare dell’Arma territoriale,” commentano dal Comando. “La capacità dei militari di cogliere segnali anomali anche in contesti apparentemente silenti, come i locali produttivi dismessi, rimane la principale barriera contro l’illegalità diffusa e la criminalità sommersa.”
