Buon successo di pubblico per “Toccando il vuoto” spettacolo andato in scena, venerdì scorso, nel grazioso e accogliente Teatro Velluti di Corridonia, al termine del riallestimento della compagnia che ha potuto così trascorrere diversi giorni nel bel borgo maceratese.
La pièce teatrale, tratta dal romanzo di Joe Simpson e adattata da David Craig narra una storia vera, quella dell’ambiziosa scalata, nel 1985, nelle Ande del Perù e precisamente la scalata del Siula Grande, dello stesso Joe Simpson e di Simon Yates e vede protagonisti sul palco Lodo Guenzi, nel ruolo di Joe, Giovanni Anzaldo in quello di Simon, Eleonora Giovanardi e Matteo Gatta.
Coinvolgente e intensa l’interpretazione dell’intero cast attoriale ma un plauso particolare va senz’altro a Lodo Guenzi nel ruolo dell’alpinista ferito, ad ulteriore conferma del suo innato talento attoriale ma soprattutto alla bravissima Eleonora Giovanardi, calata perfettamente nel ruolo della sorella di Joe dal temperamento forte e tenace e che, tra disperazione e rabbia, è alla ricerca della verità.
Lo spettacolo, dall’impianto scenografico semplice ma che suggerisce appieno l’ambientazione peraltro non facile da realizzare, oscilla continuamente tra passato e presente e tra il mondo reale e quello onirico. Ad emergere non è solo la scelta etica, il dilemma morale se agire o no come Simon che taglia la corda che lo tiene legato al suo amico quando questi si ferisce gravemente e che appare come l’unica e possibile soluzione, ma dirige la riflessione del pubblico verso il mondo emotivo dei due alpinisti, tra aspirazioni e passioni.
Dalla periferia di Chamonix, il luogo di incontro dove nasce la prima idea della scalata e si accendono i primi entusiasmi all’impresa vera e propria, all’estrema fatica e alla bellezza di luoghi dove l’animo umano si perde ma si ritrova al tempo stesso nella contemplazione di spazi infiniti.
L’entusiasmo, la gioia dello scalare che la sorella inizialmente non riesce a comprendere è invece la cosa più normale che si possa fare, come dirà ad un certo punto Joe, basta osservare i bambini, la loro gioia quando vanno al parco e provano a scalare gli alberi. Quella gioia che trascina i due alpinisti e che li porta a varcare e testare i propri limiti è anche l’accettazione del vuoto che è vita esso stesso. Attraverso gli occhi e le parole di Joe l’esperienza nella natura, immergersi in essa, appare come l’unica scelta sensata che si possa fare affinché ogni individuo possa ritrovare e conoscere veramente sé stesso.
Samuela Lautizi