“Il recente provvedimento del Ministro dell’Istruzione, che prevede la possibilità di ricorrere in casi specifici e straordinari all’installazione di metal detector nelle scuole, va letto con equilibrio e senso di responsabilità – interviene il vicesindaco e assessore alle Politiche sociali Francesca D’Alessandro -. Non si tratta di una misura generalizzata, ma di uno strumento eventuale che richiama tutti a mantenere alta l’attenzione sul tema della sicurezza.
A Macerata, pur non registrando situazioni strutturali di emergenza all’interno delle scuole, alcuni episodi di violenza e sopraffazione tra giovani ci impongono una riflessione seria. Sono segnali di un disagio che non può essere affrontato solo con strumenti repressivi, ma che richiede risposte educative, sociali e preventive.
Il lavoro del tavolo per l’ordine pubblico e la sicurezza, in sinergia con Prefettura, Forze dell’Ordine e istituzioni scolastiche, è fondamentale e continuerà con attenzione. Allo stesso tempo, come Amministrazione, riteniamo indispensabile investire con decisione sulla prevenzione dei fenomeni di devianza giovanile, anche attraverso la Consulta istituita proprio per occuparsi di benessere del mondo giovanile.
L’Amministrazione comunale raccoglie con determinazione la preoccupazione e l’appello delle famiglie e ne condivide fino in fondo la preoccupazione: la sicurezza e il diritto dei giovani a vivere liberamente i luoghi pubblici non sono negoziabili. Da questa assunzione di responsabilità nasce una risposta politica chiara e concreta, il progetto ‘…parliamone’, che partirà a breve come percorso strutturato di ascolto e prossimità, portando un’équipe multidisciplinare – composta da psicologi, assistente sociale ed educatore – direttamente nei luoghi vissuti dai ragazzi: scuole, piazze, società sportive e spazi di aggregazione.
Vogliamo intercettare il disagio, offrire ascolto e accompagnare i giovani in percorsi di crescita e consapevolezza.
Supportare la scuola e le famiglie diventa essenziale: non possono essere lasciate sole di fronte a situazioni complesse. La prevenzione funziona solo se si costruisce una vera comunità educante. In questo senso riteniamo importante anche valorizzare il ruolo delle parrocchie, lavorando insieme, da riscoprire come luoghi di relazione, ascolto e aggregazione per le nuove generazioni.
La sicurezza dei nostri giovani – conclude la D’Alessandro – passa dalla capacità di lavorare insieme: istituzioni, scuola, famiglie, forze dell’ordine e territorio. Regole e ascolto, fermezza e cura devono andare di pari passo”.
