Presentato sabato scorso, 17 gennaio, nell’affollato Teatro dell’Iride di Petritoli, piccolo scrigno al centro del bel borgo fermano, il libro “Ritratto di una terra”: da memoria privata a memoria collettiva, una storia fotografica della Valle dell’Aso.
L’evento, organizzato dalla Carifermo S.p.a., dalla Fondazione Cassa di Risparmio di Fermo, dall’Associazione Altidona Belvedere APS in collaborazione con il comune dell’entroterra fermano, è stato un momento importante per un lavoro altrettanto importante e prezioso che documenta, attraverso la nobile arte della fotografia e quella affascinante della narrazione, la realtà storica, sociale ed economica della vallata dell’Aso e dei suoi 19 comuni.
Ricerca, pazienza e amore profusi in un lavoro durato quattro anni che, attingendo a documenti d’archivio anche familiari, restituisce e racconta tradizioni, storie e volti di un mondo e di un passato che non esistono più, in cui il valore del sacrificio e il senso di appartenenza alla comunità erano i pilastri fondanti. Un insegnamento e monito per le generazioni future, in cui si apprezzava quel poco che si aveva e in cui l’uomo stesso assecondava i ritmi e i cicli della natura e in essi ritrovava il senso della propria esistenza.
Ad introdurre l’evento, un video che emoziona tutti i presenti all’incontro e che racconta una parte del certosino lavoro di ricerca ma soprattutto a colpire, assieme alla potenza visiva delle fotografie in bianco e nero che scorrono una dopo l’altra, le parole toccanti e autentiche di Maria Graziella Pistolesi, tratte dal libro “ Tra le spighe del mio grano” che con sensibilità e delicatezza le accompagnano, donandoci quasi un senso di nostalgia per un passato oramai irrimediabilmente perduto.
Samuela Lautizi