I carabinieri di Matelica sono intervenuti ieri in località Sant’Anna-Braccano, in aperta collina e in una zona particolarmente impervia, dove era stato segnalato un uomo con chiari intenti suicidi. I militari si sono recati sul posto insieme al personale del 118 e, con non poche difficoltà, hanno raggiunto un uomo che, poco prima, aveva tentato di togliersi la vita impiccandosi con una corda ancorata al ramo di un albero. Un cacciatore, che si trovava in zona in compagnia del suo cane, dopo aver notato la scena, ha soccorso l’uomo, tagliando la corda alla quale era legato. I militari intervenuti, compresa la situazione che si è presentata ai loro occhi, hanno riconosciuto in quell’uomo Nazif Muslija, ovvero il cittadino macedone fortemente sospettato del femminicidio della moglie avvenuto il 3 dicembre, in un’abitazione nella frazione Pianello Vallesina del Comune di Monte Roberto, la cui identità è stata accertata dal controllo dei suoi documenti.
In base alla successiva ricostruzione l’uomo, dopo aver commesso l’omicidio della moglie, è fuggito a bordo di una Smart e dopo aver prelevato denaro contante, si è reso irreperibile. Ha girovagato tra le province di Ancona e Macerata nella speranza di sfuggire all’arresto. Il 50enne di origine macedone, ha raggiunto la località Sant’Anna-Braccano di Matelica con la propria auto e, dopo aver percorso una stradina imbrecciata, ha nascosto la Smart tra i rovi per poi accamparsi in una zona impervia ricavandosi un giaciglio tra due alberi. L’uomo, credendo di aver scelto un luogo sicuro per la sua momentanea latitanza, non aveva fatto i conti con le serrate battute messe in campo dai carabinieri.
Nazif Muslija è stato sottoposto alle cure del caso e stabilizzato dal personale del 118, è stato trasportato presso l’ospedale di Camerino dove i sanitari, dopo tutti gli accertamenti del caso, lo hanno giudicato non in pericolo di vita. E’ stato poi dimesso e accompagnato negli uffici della Compagnia Carabinieri di Camerino dove gli è stato notificato il provvedimento di fermo di indiziato di delitto e, al termine delle formalità di rito, tradotto presso la Casa Circondariale di Ancona Montacuto.