Si intitola “Guardami” la nuova produzione delle Officine Papage, in scena martedì 3 dicembre , Giornata internazionale delle persone con disabilità, alle ore 19 al Teatro della Società Filarmonico Drammatica di Macerata (via Antonio Gramsci, 30), nell’ambito del ciclo di iniziative “Dis/Abilities” promosso dall’Università di Macerata. L’ingresso è libero fino a esaurimento posti.
Lo spettacolo, diretto da Paola Consani con l’assistenza di Alessandra Siotto, nasce dal laboratorio teatrale “La porta senza maniglia”, che ogni anno esplora temi legati all’identità, alle relazioni e alla percezione di sé. Dopo aver indagato, lo scorso anno, i legami familiari e affettivi, il gruppo ha scelto stavolta di concentrarsi su una domanda radicale: che cosa significa essere visti davvero? Chi ci guarda per ciò che siamo e non per ciò che vorrebbe vedere? E cosa accade quando nessuno ci riconosce nella nostra autenticità?
Sul palco Eleonora Cherici, Tullia Amodori, Diletta Saviozzi, Nadia Bhihi e Yuri Trinciarelli danno voce a un percorso artistico che affonda nelle esperienze personali e collettive del non sentirsi riconosciuti. Ne emerge una riflessione potente: “Se non mi vedi, io non esisto”. Una frase che ha accompagnato l’intero anno di lavoro e che diventa il filo rosso della performance, trasformandosi in un grido contro l’indifferenza, la superficialità, la prepotenza e quella “legge della voce più forte” che spesso soffoca chi è percepito come diverso.
“Guardami” invita a fermarsi, a rallentare lo sguardo, a riconoscere l’altro per ciò che è, senza pregiudizi né facili etichette. È un invito alla comprensione e alla responsabilità, perché – come ricorda il laboratorio – fin da piccoli impariamo a riconoscerci nello sguardo degli altri.
La performance si inserisce nel programma DIS/ABILITIES, coordinato dalla professoressa Maria Paola Scialdone insieme alle docenti Silvia Ulrich (Università di Torino) e Diana Battisti (Università di Trieste), un percorso di incontri, letture, attività artistiche e momenti di confronto dedicati alla rappresentazione della disabilità nelle discipline umanistiche.
