Una storia semplice e piena di autenticità quella portata in scena, ieri pomeriggio, nel teatro “Angeletti”, un piccolo gioiello architettonico nel cuore del borgo di Sant’Angelo in Pontano.
Sul palco, per l’evento che segna un’altra tappa del Festival Storie giunto quest’anno alla sua quinta edizione, Sergio Múñiz, attore e musicista insieme al Trio Unisono, con uno spettacolo di teatro musicale, ideato dallo stesso poliedrico artista per la regia di Michele Mirabella, dal titolo “Tra le mie onde”.
Parole e musica si fondono alla perfezione per creare un’atmosfera di leggerezza e allo stesso tempo di profondità, come trasportati dalle onde del mare. Ed è proprio quel mare tanto caro a Múñiz che diviene una sorta di metafora della vita stessa tra i tanti ricordi e le esperienze vissute, le suggestive citazioni letterarie e le riflessioni personali. Dal ricordo dello zio pescatore a quello di Enzo Maiorca, dalla passione per il surf in quel mare che in qualche modo, democraticamente, “livella” tutti gli uomini senza distinzione di genere o appartenenza sociale e che chiede in fondo solo capacità di adattamento, alla bellezza della fatica e al coraggio di essere sé stessi.
Una musica piacevole a tratti intimistica come con “Il pescatore” ultimo singolo dell’artista, in alcuni brani più allegra e ancora profondamente toccante e veritiera con un altro brano in cui il tema centrale, citando Pirandello, sono le maschere, quelle maschere che servono a proteggersi e che assumono il significato di una sorta di invito a cambiare, ad assumere punti di vista diversi.
Un ultimo messaggio ecologista è affidato alla stessa voce del mare, quella di Michele Mirabella, che invita gli uomini ad assumere un comportamento rispettoso nei confronti della Natura- “Io sono il mare e parlo a voi che pensate di essere i padroni di tutto…. Io sono oceano. Noi siamo oceano”.
Samuela Lautizi
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