“L’Amministrazione comunale rivolge particolare attenzione alle politiche attive di parità nei diversi campi della società civile, politica e istituzionale, sostenendo tutte le iniziative che valorizzano le figure femminili che si sono distinte nella società, attuando le misure che favoriscono la conciliazione tra i tempi di cura familiare e la vita lavorativa, approfondendo con le giovani generazioni i temi dell’educazione ai sentimenti e al rispetto attraverso il riconoscimento e la valorizzazione delle differenze, promuovendo azioni di informazione, sensibilizzazione e contrasto alla violenza contro le donne”. Così il vice sindaco e assessore alle Politiche Sociali e alle Pari Opportunità Francesca D’Alessandro che ha stilato un report del lavoro del 2023.
Oltre allo sportello InformaDonna che il Comune gestisce, sono stati organizzati numerosi convegni, incontri e progetti. In occasione della Giornata Internazionale della Donna si è dato avvio al ciclo di incontri “Simposio rosa” incentrato sulle figure femminili nella storia, nella società, nella cultura e nella quotidianità. Nel 2023 l’Assessorato ha promosso il progetto di educazione affettiva e sessuale per adolescenti “Teen Star” in collaborazione con l’Istituto Comprensivo “E. Mestica” e rivolto ai ragazzi di 13 e 14 anni. Il percorso, dedicato agli adolescenti e pensato in base alla totalità dell’essere umano nelle sue dimensioni fondamentali – fisica, emozionale, sociale e intellettuale –, ha condotto i giovani a scoprire il valore e la bellezza della corporeità per prepararli a prendere decisioni consapevoli, libere e responsabili nei rapporti affettivi e interpersonali; tra le finalità anche la prevenzione delle discriminazioni sessuali e l’educazione alla parità.
L’Assessorato ha riproposto, per il terzo anno, “Guardami negli occhi” con il fine di prevenire e contrastare la violenza contro le donne attraverso un’azione educativa specifica per i ragazzi delle scuole secondarie superiori. Il progetto ha l’intento di incentivare l’educazione all’uguaglianza di genere fin da giovani, favorendo un percorso di accompagnamento al cambiamento necessario per combattere, contrastare e prevenire la violenza nei confronti delle donne. “La cultura del rispetto reciproco deve divenire la base su cui costruire una strategia per la parità di genere – ha detto il vice sindaco -. Occorre agire a livello di sistema, modificando le premesse culturali su cui si basano le attuali forme di convivenza tra uomini e donne e questo significa anche agire sugli stereotipi, sui linguaggi e sull’educazione”. Quest’anno il percorso scolastico, che ha coinvolto circa 300 studenti per un totale di 17 classi, ha previsto un lavoro sulla figura di Carmen e le varie scuole hanno presentato gli elaborati delle ragazze e dei ragazzi in uno spettacolo finale al Teatro Lauro Rossi il 23 novembre in occasione della Giornata Internazionale Contro la Violenza sulle Donne. Nel 2024, gli stessi elaborati, saranno presentati, di volta in volta, in apertura delle sedute del Consiglio comunale. Molto partecipato anche il convegno “In nome di Carmen. Valutazione del rischio e strategie di protezione” – con il riconoscimento di crediti formativi – che ogni anno si svolge alla presenza della Prefettura, di tutte le forze dell’ordine e del Centro Antiviolenza.
Per la prima volta, quest’anno, si è voluto dedicare un convegno al mondo maschile, dal titolo “Quello che gli uomini non dicono: un viaggio tra stereotipi ed emozioni”, per accendere un faro sull’universo maschile e sulle relazioni di coppia. L’iniziativa è nata dall’esigenza di dare vita a una riflessione sul mondo maschile anche in relazione ai rapporti di coppia. “Riflettere sulle molteplici caratteristiche delle relazioni tra uomini e donne contribuisce a una comprensione maggiore delle dinamiche relazionali che spesso presentano caratteri di disfunzionalità difficili da gestire – ha commentato la D’Alessandro -. È stata l’occasione per approfondire e sensibilizzare gli uomini sul loro vissuto interiore e sulle possibili cause che provocano reazioni violente come l’incapacità di gestire la frustrazione, l’abbandono”.
Tra le iniziative di prevenzione, ha assunto particolare rilievo l’adesione al Protocollo d’intesa per il sostegno e la promozione di azioni condivise finalizzate alla prevenzione e al contrasto del fenomeno della violenza di genere sottoscritto dalla Polizia di Stato – Questura di Macerata, dal Comune di Macerata – Assessorato alle Pari Opportunità -, dall’Ambito Territoriale Sociale 15, dalla Provincia di Macerata e dall’associazione “Salvabebè/Salvamamme” con la collaborazione dell’Associazione Banca Macerata Rugby e delle Fiamme Oro Rugby. Il documento ha come obiettivi rafforzare e ampliare la rete di soggetti impegnati nel contrasto della violenza di genere sostenendo la donna nel percorso di uscita dalla violenza; instaurare un rapporto di sistematica collaborazione per informare la popolazione in merito all’esistenza del progetto e delle modalità per accedervi e promuovere campagne di informazione e sensibilizzazione. L’Associazione Salvamamme fornisce ai Centri Antiviolenza provinciali un kit per le prime necessità, anche dei minori eventualmente presenti, in caso di allontanamento urgente dalle mura domestiche e successivo collocamento in struttura protetta. È stato realizzato anche un video, “Dritti alla meta: per non tornare indietro”, presentato il 5 ottobre all’interno di Overtime Festival con un ospite d’eccezione, la psicologa e criminologa Roberta Bruzzone.
Sono stati dieci gli incontri di sensibilizzazione svolti negli istituti scolastici della città a cura del Centro Antiviolenza “SOS Donna” che hanno visto la partecipazione di circa 800 studentesse e studenti. L’Assessorato ha concesso, inoltre, il patrocinio all’associazione Amamb che ha promosso il seminario rivolto agli educatori e insegnanti dal titolo “Le sfide educative contro la violenza di genere” e all’associazione Duma Cultura e Salute sostenendo l’evento culturale e scientifico “Macerata città Amica” che ha divulgato buone pratiche di medicina preventiva e corretti stili di vita e ha avuto come tema principale le dipendenze e la patologia psichiatrica nei rapporti di coppia dei giovani.
Alle numerose iniziative e progetti messi in campo si aggiunge, ovviamente, il lavoro quotidiano dello sportello InformaDonna che svolge un’attività di front-office ed è incentrato sull’attività di orientamento e informazione relativa alle tematiche del lavoro, imprenditoria femminile, corsi di formazione, bandi e concorsi, misure in favore della maternità e conciliazione dei tempi di cura e lavoro. “Da una analisi dei dati relativi all’afflusso nell’anno 2023 (circa 643 contatti), emerge una predominanza femminile (23 uomini e 620 donne) in cui le aree di interesse maggiormente toccate sono il lavoro e la sua ricerca – ha spiegato la D’Alessandro -. Sono aumentate le persone che richiedono aiuto e un orientamento anche via mail o per contatto telefonico”.
Il Comune di Macerata, capofila dell’Ambito Territoriale Sociale 15, è stato inoltre individuato dalla Regione Marche come primo Centro per uomini autori o potenziali autori di violenza (CUAV Marche); poi, a seguire, tutte le altre province hanno aperto il rispettivo CUAV. Sono stati 45 gli accessi totali (anche con il primo contatto telefonico), 36 le prese in carico, 21 le persone inserite all’interno del gruppo e 6 quelle che hanno concluso il percorso. Il Sistema regionale di servizi prevede due diverse linee di azione strettamente interconnesse tra loro: l’avvio del Centro e la definizione di un sistema di intervento integrato con i servizi specializzati per il supporto alle donne vittime di violenza e ai loro figli. Strettamente connesso è il protocollo ZEUS firmato dal Comune di Macerata – con l’ATS 15 come capo-maglia per l’intera regione – con le cinque questure marchigiane che prevede oltre all’ammonimento, che viene fatto ai soggetti ritenuti pericolosi per atti persecutori o violenza domestica, anche la possibilità, a discrezione del questore, di indicare quali sono le strutture dove il soggetto ammonito può rivolgersi per iniziare un percorso su base volontaria e completamente gratuito per trattare la rabbia e tutti quei segnali che lo hanno portato ad agire in maniera violenta.