Coldiretti soddisfatta per i nuovi bandi della Regione Marche per l’agricoltura

Il biologico, la zootecnia e le aree montane avranno maggiore sostegno mentre gli interventi per investimenti e giovani saranno potenziati. È una Coldiretti soddisfatta quella uscita nei giorni scorsi dal tavolo politico strategico convocato dalla Regione Marche con le associazioni agricole per valutare e condividere la ripartizione dei fondi del Psr 2021/2027. “Tutte le nostre richieste sono state accolte – commenta Maria Letizia Gardoni, presidente di Coldiretti Marche –. Sono state confermate le risorse per mantenere le attuali misure a sostegno per benessere animale, biologico, tutela della biodiversità, agriturismi, pascoli, indennità compensativa e tante altre istanze dei territori”. Aumentano, rispetto alla precedente programmazione, i fondi per il biologico destinati a far crescere ulteriormente il Distretto unico regionale (+32,7 milioni), per il benessere animale (+16 milioni), agricoltori e allevatori custodi della biodiversità (+1,8 milioni di euro), per i giovani (+1,5 milioni), per attività di formazione e informazione (+2,5 milioni). Molto bene anche il forte aumento dei fondi per l’agricoltura integrata (+10 milioni) che andranno a compensare l’abbassamento dei titoli PAC ma soprattutto porteranno una nuova cultura più green anche nell’agricoltura convenzionale, massima rappresentante della regione. “Diamo atto all’assessore regionale Carloni di aver ascoltato le istanze degli agricoltori. Ora il futuro che ci attende impone di rivedere le strategie – aggiunge la presidente Gardoni – dando maggior peso anche alla produzione, al ricambio generazionale, agli investimenti tecnologici, alla sostenibilità ambientale e al risparmio energetico per raggiungere il più possibile l’autosufficienza alimentare”. Una fase che, secondo Coldiretti Marche, oltre a consentire di ragionare sulla ripartizione dei fondi dovrà servire per avviare una seria riflessione sulla capacità di spesa e sulle procedure di assegnazione dei fondi tenendo conto che da qui alla fine dell’anno dobbiamo spendere quasi 100 milioni di euro per non correre il rischio di disimpegno.

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