Giornata mondiale dei nonni e degli anziani. A Loreto celebrazione con mons. Giancarlo Vecerrica

In questo Giubileo Lauretano, il Santuario Pontificio della Santa Casa di Loreto vive oggi, 25 luglio la prima giornata mondiale dei nonni e degli anziani, in ascolto del messaggio del Santo Padre “Io sono con te tutti i giorni”. Papa Francesco, che nelle sue catechesi ricorda quanto è fondamentale il legame tra le generazioni, e che a Loreto nella Santa Casa ha firmato la sua esortazione apostolica ai giovani Christus Vivit, nell’indire questa giornata dedicata ai nonni, ravviva in Loreto l’importanza della presenza della Santa Casa. Nella Santa Casa di Nazareth, di cui Loreto custodisce le tre pareti, hanno vissuto Sant’Anna e San Giacchino i genitori di Maria e i nonni di Gesù. In quella casa dove è avvenuto l’annuncio angelico e dove la giovane Maria ha risposto il suo Si, i nonni Anna e Gioacchino non sono stati spettatori estranei del mistero, ma hanno collaborato attivamente al disegno divino, accogliendo e accomunando Maria nella sua missione. Anche oggi in tanti casi sono proprio gli anziani e i nonni, a trasmettere la fede ai nipoti e, con la loro testimonianza, ad aiutare i giovani a dire di Si a Dio. Il Santuario celebra oggi una solenne Eucarestia giubilare nel giorno dedicato ai nonni alle ore10.00. Presiede
la celebrazione S.E. Mons. Giancarlo Vecerrica, Vescovo Emerito di Fabriano-Matelica. L’Arcivescovo di Loreto, S.E. Mons. Fabio Dal Cin, al termine della celebrazione accompagna in Santa Casa due coppie di nonni e alcuni giovani per affidare alla materna protezione della B.V. di Loreto e dei Santi Anna e Gioacchino tutti i nonni estendendo la benedizione ai tanti giovani che trovano negli anziani e nei nonni la storia, la sapienza e la fede per esprimere al meglio la propria umanità.
Nel corso della maratona di preghiera del mese di maggio indetta dal Santo Padre, che ha coinvolto trenta Santuari nel mondo, al Santuario della Santa Casa era stata affidata la preghiera per gli anziani e i nonni. I, quell’occasione l’Arcivescovo aveva ricordato come gli anziani “in questo tempo sono stati i più provati, perché la pandemia ha causato molte morti tra di loro e l’impossibilità degli spostamenti ha provocato un incremento della loro solitudine e dell’isolamento dalle nostre comunità.”

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