Sabato 24 e domenica 25 marzo tornano le Giornate FAI di Primavera. 75 i beni eccezionalmente aperti nelle Marche

Sabato 24 e domenica 25 marzo tornano in tutta Italia le Giornate FAI di Primavera, una grande “festa italiana” che fa sentire tutti parte di uno stesso grande e meraviglioso Paese, bene comune di ogni Italiano. La manifestazione, che vedrà impegnati nella sola Regione Marche oltre 4000 volontari in 75 beni eccezionalmente aperti, è anche un importante evento di raccolta fondi e un’occasione per raccontare a tante persone gli obiettivi e la missione della Fondazione. Per questo, all’accesso di ogni luogo aperto verrà chiesto ai visitatori un contributo facoltativo, preferibilmente da 2 a 5 euro o ancora con l’invio di un sms solidale al numero 45592, attivo dal 13 marzo al 1 aprile. Sarà dunque possibile visitare Il Passaggio a livello della ferrovia Metaurense a Fano, l’Eremo di San Marco ad Ascoli Piceno, Ex Ospedale Psichiatrico ad Ancona e molti altri. In Provincia di Macerata, sono ben tredici i luoghi che la Delegazione aprirà al grande pubblico, invitato per l’occasione a scoprire via Crescimbeni e Palazzo Floriani-Carradori, Palazzo Romani-Adami, Il salone settecentesco della famiglia Iacoboni, Palazzo Narducci-Boccaccio nel solo capoluogo. Visite previste anche a Morrovalle e Pollenza.

Il percorso maceratese consiste in un itinerario urbano in cui non solo si apriranno ai visitatori alcuni palazzi storici, ma in cui si cercherà di ricostruire l’evoluzione urbanistica di via Crescimbeni nel corso dei secoli, di ricreare l’atmosfera antica della strada e di dare voce a quei personaggi locali (padre Matteo Ricci, Pompeo Floriani, Ireneo Aleandri, Ivo Pannaggi) che vi hanno vissuto. Saranno visitabili Palazzo Floriani-Carradori, che si apre al pubblico grazie alla generosità del proprietario, Conte Filippo degli Azzoni Avogadro Carradori e alla disponibilità dell’Arch. Prof. Filiberto Bracalente; Palazzo Romani-Adami, di proprietà della Fondazione Cassa di Risparmio di Macerata e attualmente sede del Rettorato dell’Università di Macerata, di cui sarà visitabile per la prima volta la sala del Rettore Professore Francesco Adornato; il salone settecentesco della famiglia Iacoboni, di proprietà dell’avvocato Gino Miconi, in cui saranno esposte in collaborazione con il Centro Studi Pannaggi delle opere del futurista maceratese che visse gli ultimi anni della sua vita nello stesso stabile; Palazzo Narducci-Boccaccio, assai rilevante per i soffitti a cassettoni riccamente affrescati, oggi sede dello studio legale IURE MRR degli avvocati Narciso Ricotta e Fabio Messi. Inoltre i vicoli del Ponte e Viscardi rivivranno l’atmosfera dei secoli passato grazie all’allestimento e a interventi teatrali curati dagli studenti dell’IIS “Matteo Ricci” di Macerata in collaborazione con le associazioni “Spiazzati” e “Cantiereteatri”. Le aperture saranno gestite dall’Istituto Agrario “G. Garibaldi” di Macerata, dall’ITCAT “A.D. Bramante” Macerata, dal Liceo Scienze Umane “G. Leopardi” di Cingoli e dall’Istituto “Bambin Gesù” di San Severino Marche.

Il paese di Morrovalle si racconta tramite leggende, miracoli, poesia e storia, in un percorso affascinante che passa attraverso la presenza di grandi personaggi come Gioacchino Belli e Gabriele D’Annunzio. Saranno visitabili le antiche fonti, testimonianze di vita quotidiana ma anche di fatti prodigiosi, in particolare la Fonte Maxima, formata dalle Fonti Filello e Sabbione, dal lavatoio, dalle vasche e dal “camminamento” che si addentra nella collina sovrastante; Palazzo Nada Vicoli,dove si può ammirare un elegante scalone vanvitelliano, residenza della raffinata e colta contessa “Sora Lalla”, legata culturalmente a D’Annunzio, precorritrice della poesia crepuscolare, che ospitò nella sua casa personaggi illustri; Palazzo Roberti, massiccio edificio cinquecentesco, dove si consumò la liaison tra la marchesa Roberta, detta la Cencia, e il poeta romano Giuseppe Gioacchino Belli, che a lei dedicò “Il Canzoniere amoroso”; Villa Mucchi, un pregevole ottocentesco casino di villeggiatura, completamente arredato, eletto a residenza di campagna da Giuseppe Tirelli, importante personaggio politico e storico modenese, eccezionalmente aperto al pubblico grazie alla disponibilità di Armando e Gabriella Ciotti. Inoltre, sarà accessibile anche il monumentale Santuario di San Francesco, reso celebre dal famoso miracolo eucaristico, attualmente Auditorium Borgo Marconi, dove domenica 25 marzo alle ore 18:00 si esibirà la corale “G. Bonagiunta” di San Ginesio. Le visite saranno a cura del Liceo Classico e Linguistico Statale “Giacomo Leopardi” Macerata, della Scuola Secondaria di I grado Istituto Comprensivo “Via Piave” di Morrovalle e dell’Istituto Alberghiero ”G.Varnelli” di Cingoli, delle guide turistiche Daniela Perroni, Paola Pistoni, Sabina Salusti.

Pollenza invece svela due dei suoi gioielli più preziosi: Palazzo Ricci Petrocchini e il suo splendido piano nobile, ricco di affreschi e scorci inaspettati, aperto grazie alla disponibilità di Alberto Salvucci; lo studio del pittore pollentino Fabio Failla e il laboratorio grafico, dove sarà possibile conoscere e sperimentare la tecnica dell’acquaforte; Villa Lauri, capolavoro neoclassico dell’architetto settempedano Ireneo Aleandri situata fuori dal centro storico e immersa in un bosco lussureggiante, dove sarà possibile pranzare presso il Ristorante del gruppo Giustozzi Hotels. I visitatori saranno guidati dagli Apprendisti Ciceroni della Scuola Secondaria di I grado dell’Istituto Comprensivo “V. Monti” Pollenza, dell’Istituto Agrario “G. Garibaldi” Macerata, del Liceo Scientifico “G. Galilei” di Macerata e dell’Istituto Alberghiero IPSEOA “G. Varnelli” Cingoli.

Si ringraziano il Comune di Macerata, l’Università di Macerata, il Comune di Morrovalle, il Comune di Pollenza.

Un ringraziamento speciale va agli Apprendisti Ciceroni, studenti delle scuole superiori di primo e secondo grado che, con il supporto di docenti preparatissimi e disponibili, svolgono con entusiasmo e curiosità il ruolo di accompagnatori e guide ai beni aperti dal FAI.

Passaggio a livello KM 76 + 863
FANO (PU)

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La ferrovia Metaurense è una linea di 48,7 km che unisce  Fano – storica città costiera adriatica – con Urbino, importante  città d’arte capitale del Montefeltro, con percorso lungo la Valle del Metauro. La linea attuale  fonde  due distinti tracciati storici in quanto la tratta terminale (Fermignano – Urbino) faceva parte della Fabriano – Urbino (Ferrovie Meridionali) inaugurata nel 1898, mentre il tratto vallivo, Fano – Fermignano (Ferrovie Tranvie Padane) fu realizzato  nel 1915-16. La seconda guerra mondiale la distrusse completamente e la ricostruzione, ultimata nel 1956, avvenne con criteri di stringente economia, limitandone le notevoli potenzialità. Con questi presupposti il servizio non poteva essere attraente: la carente attenzione della politica, la mancanza di investimenti ed il crescente utilizzo di autobus fecero si che il 31 Gennaio 1987 l’ultimo treno giunse ad Urbino. Alla sospensione del servizio regolare non seguì la dismissione, avvenuta nel 2011, pertanto il tracciato è rimasto ancora integro con la presenza dei binari e delle strutture principali. La legge Iacono n.128/2107 ha “resuscitato” la ferrovia Fano-Urbino con il ruolo di ferrovia turistica.

 

Eremo di San Marco

Località Piagge – ASCOLI PICENO

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L’eremo di San Marco del XIII sec. è la spettacolare chiesa rupestre addossata alla parete rocciosa dedicata all’Evangelista. Rifugio di anacoreti e mistici, fu poi retto dai Priori dell’ordine cistercense che seguivano la regola benedettina. L’edificio è un’importante testimonianza di arte e spiritualità per la città di Ascoli, completamente immerso e integrato nel paesaggio naturale che lo circonda. In stile romanico ha la facciata in conci di travertino, con due ordini di bifore, dotata di campanile; vi si accede attraverso un ardito ponte costruito su un precipizio e una scala in travertino. All’interno due locali sovrapposti conservano tracce dei primitivi affreschi, oltre ad una tomba ad arcosolio appartenente alla potente famiglia dei Tibaldeschi, come si rileva dallo stemma gentilizio sul sepolcro. Solitamente chiuso al pubblico, splende nella notte dall’alto del Colle San Marco sulla città di Ascoli Piceno. Lasciato al Comune di Ascoli Piceno nel 1908 venne restaurato su proposta dell’esecutore testamentario Cesare Cesari per iniziativa del sindaco Garzia Civico. Recentemente sottoposto a lavori di consolidamento e di messa in sicurezza viene aperto al pubblico dal FAI per la prima volta.

 

Ex Ospedale Psichiatrico

ANCONA

I manicomi in Italia sono state piccole città in cui migliaia di persone hanno convissuto secondo un’organizzazione molto rigorosa. L’Ex Ospedale psichiatrico di Ancona è una toccante pagina culturale della città che per tutto il ‘900 ha descritto, accolto e curato ospiti speciali. La comunità psichiatrica qui impegnata ha rappresentato un eccellente polo di ricerca, di pratica e di formazione grazie ai suoi sapienti direttori che in un secolo di attività hanno elaborato moderne teorie sulla malattia mentale. La presenza di chiesa, biblioteca, teatro e laboratori produttivi dimostrano proprio una rara sensibilità umana e scientifica verso il disagio psichico.  Da metà ‘700 la città di Ancona riserva numerosi spazi e voci alle persone con problemi psichici: la Casa dei mentecatti (detta Il Casone, 1749-1799, nell’attuale parco del Cardeto), i Locali a ridosso della chiesa di San Ciriaco (1799-1818), il Reparto mentecatti nell’Ospedale civile (ex convento di San Francesco delle Scale, 1819-1840), l’Ospizio di San Giovanni di Dio per la cura fisico-morale dei mentecatti (1840-1871) poi Manicomio della SS. Trinità e S. Anna (1871-1901).

Centro Storico e  Museo della Cultura Popolare
PONZANO (FM)

Piccolo borgo arroccato sulla sommità di una collina, con una Porta d’ingresso al Castello raggiungibile solo attraverso una rampa e sormontata da un torrione del XV secolo, la cui sommità è ribattezzata Piano del Belvedere. La Chiesa di Santa Maria a Piè del Ponte è il punto di riferimento di Ponzano di Fermo. Con un impianto architettonico tipico di Piestro Augustoni è ricca di altari laterali e racchiude all’interno numerose opere di artisti marchigiani come il Pomarancio, i Ricci. Fino a qualche tempo fa conservava la Croce Astile processionale, preziosa opera di oreficeria marchigiana. Il Museo attraversa gli ambienti tipici della tradizione con pezzi originali delle botteghe dei mestieri: ramaio, droghiere, carradore, dentista, cappellaio, scalpellino, calzolaio, sarto, barbiere, farmacista, fabbro, falegname, apicoltore e vasaio oltre alle ricostruzioni dell’asilo e della scuola. L’altra sezione del museo è dedicata alla mostra permanente I Mesi dei Campi.

Le Giornate sono aperte a tutti, ma un trattamento di favore viene riservato agli iscritti FAI – e a chi si iscrive durante l’evento – a chi sostiene la Fondazione con partecipazione e concretezza. A loro saranno dedicate visite esclusive, corsie preferenziali ed eventi speciali, perché iscriversi al FAI è un gesto civile e al tempo stesso un beneficio: conviene a se stessi e fa bene all’Italia.

Queste le aperture dedicate ai soli Iscritti FAI nella nostra regione:

MONTEGIORGIO (FM)

Palazzo Zara

Cerreto di Montegiorgio, snc
Apertura: sabato e domenica: 10 – 18

MORROVALLE (MC)
Villa Mucchi  (Casino Tirelli)

Via Martin Luther King, contrada Palombaretta
Apertura: sabato e domenica: 10 – 13/ 15 – 18 (ultimo ingresso 17.30)

POLLENZA (MC)
Palazzo Ricci Petrocchini

Via Ricci
Apertura: sabato e domenica: 10 – 12.30 / 14.30 – 18 (ultimo ingresso 17)
Note: Gruppi di 25-30 persone

 

Per l’elenco completo delle 1000 aperture è possibile consultare il sito www.giornatefai.it o telefonare al numero 02 467615366. Le versioni i-Os e Android dell’APP FAI saranno scaricabili gratuitamente dagli store di Apple e Google. Facile e intuitiva, l’app geolocalizzata riconoscerà la posizione dell’utente e indicherà la mappa dei luoghi più vicini da visitare. Invitiamo tutti a diffondere in rete la notizia di questo evento utilizzando l’hashtag #giornatefai.

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