Omicidio di Rosina Carsetti, il procuratore Giorgio: “Mai riferito che la vittima è stata pestata a sangue”

Depositata la relazione preliminare del medico legale Roberto Scendoni che ha effettuato l’autopsia sul corpo di Rosina Carsetti, uccisa lo scorso 24 dicembre nella sua abitazione a Montecassiano. La relazione conferma che la causa della morte è il soffocamento da collocare tra le 16,30 e le 18,30. Sul corpo della 78enne sono stati trovati diversi segni sul collo e sul viso riconducibili all’asfissia. Riguardo alle 14 costole rotte, potrebbero essere legate ai ripetuti tentativi di rianimazione messi in atto dai sanitari all’arrivo nella casa. Tutto ciò non dipana ancora i dubbi, dunque rimangono in piedi le due ipotesi: l’uccisione della donna ad opera di un rapinatore entrato nell’abitazione quel pomeriggio e l’omicidio in ambito familiare. Marito, figlia e nipote della donna rimangono indagati per omicidio, mentre si è in attesa dei risultati di altre analisi su oggetti prelevati nei luoghi dell’accaduto.
Intanto il procuratore capo, Giovanni Giorgio, con un comunicato, tiene a precisare che non è stato in alcun modo riferito che Rosina Carsetti sia stata pestata a sangue così come riportato da alcuni media. E che le indagini in atto sono mirate a ricostruire quanto accaduto il 24 dicembre scorso nella casa di via Pertini. Giorgio aggiunge anche che finora sono state sentite una ventina di persone, in gran parte tra i conoscenti della vittima e che sono in corso accertamenti scientifici e informatici delegati al Ris di Roma, dopo quelli svolti in un primo momento dai carabinieri di Macerata.

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