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Giessegi di Appignano. Rischio Cassa integrazione se non riaprono i negozi di mobili

Giessegi di Appignano. Rischio Cassa integrazione se non riaprono i negozi di mobili

“Gli ordini non arrivano ed io sarò costretto a mettere in cassa integrazione i dipendenti”. E’ l’amaro sfogo di Gabriele Miccini, ceo della Giessegi, azienda di mobili di Appignano che conta 597 dipendenti. La pandemia con tutti i limiti imposti, sta mettendo a dura prova questa eccellenza economica maceratese. Miccini lamenta infatti che la chiusura di vari punti vendita in Italia sta causando tutto ciò e che l’azienda potrà andare avanti altre due o tre settimane, ma se non si vende adesso il problema tornerà a gennaio. Secondo Miccini è un errore chiudere i negozi che vendono mobili dove non ha mai visto assembramenti e file. La Giessegi è presente in circa 700 punti vendita in Italia, mentre il 10 per cento del fatturato viene fatto all’estero. Ma Miccini fa notare in Germania non hanno mai chiuso, nemmeno durante il primo lockdown. A febbraio e marzo l’azienda ha perso un miliardo e mezzo, poi recuperato, tant’è che a fine anno il bilancio sarà positivi. Ma Miccini sottolinea il fatto che lo Stato perde inutilmente soldi poiché a gennaio le aziende non avranno niente da produrre e si dovrà ricorrere alla cassa integrazione.