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“Bastano quattro righe di Pettinari”. Il sindaco Carancini prospetta la soluzione per il Convitto

“Bastano quattro righe di Pettinari”. Il sindaco Carancini prospetta la soluzione per il Convitto

Il sindaco di Macerata, Romano Carancini, risponde con un post su facebook alla lettera inviata oggi da docenti e genitori del Convitto di Macerata che chiedono di avere a disposizione gli spazi liberati dalla Dante Alighieri. Di seguito il testo ripreso dal post di Carncini.

Mi rivolgo al Collegio dei docenti e degli Educatori del Convitto dopo la lettera aperta che ho avuto modo di leggere.
Il vostro istituto scolastico, il Convitto di Macerata, deve rimanere lì dove attualmente sono i ragazzi, nell’edificio di Via Capuzi, già sede del Pannaggi.
Questo ho detto alla Dirigente Marcantonelli ed alla vice Marconi il 9 gennaio alla presenza di una persona della mia segreteria, aggiungendo addirittura – come puntualmente ricordate – che c’era il mio impegno politico a far restare li Convitto fino al completo recupero della sede storica ed aggiungendo, testualmente, che nessuno vi avrebbe mai potuto buttarvi fuori da li.
Per questo mi sono battuto 3 anni fa e continuo a battermi ora.
Ricordo bene invece, a chi in questa vicenda sta pascolando per il proprio tornaconto personale e politico, ed anche alla Dirigente Marcantonelli, che dopo il terremoto il recupero della sede storica del Convitto non era affatto prevista dal Commissario alla Ricostruzione. Su sollecitazione della sola Amministrazione Comunale e solo di essa, il Commissario Errani venne quasi costretto a venire in Città per rendersi conto del valore non solo storico di quel bene ma soprattutto dell’importanza istituzionale, sociale e scolastica della sede storica del Convitto.
Dopo quella visita, il giro in quegli spazi belli e suggestivi, seppure feriti, il Commissario Errani incluse tra le opere da finanziare anche il Convitto di Macerata con la somma di circa 7 milioni di euro.
Non è un mero ricordo o un dettaglio insignificante: è stata la chiara, netta volontà dell’Amministrazione Comunale di restituire quel bene alla Citta, integralmente, ai loro “proprietari” cioè gli studenti, i docenti ed il personale Ata.
C’era una possibile scelta diversa? Si. Disinteressarsi come ha fatto l’Istituzione di secondo livello Provincia che si sarebbe dovuta battere con noi per l’attività scolastica del Convitto.
Cosa non avvenuta.
Cari docenti, educatori e personale Ata, l’impegno dell’amministrazione comunale di Macerata è per far sì che il Convitto resti nell’ex Pannaggi, e per questo saremo determinati fino a quando il presidente della Provincia non si deciderà a scriverlo nero su bianco piegandosi di fronte all’interesse delle famiglie e delle norme.
Per noi Comune può solo essere un impegno politico che non potrà trasformarsi in decisione formale perché – come sanno bene la Dirigente Marcantonelli e Marconi – la competenza per la gestione degli spazi dei Convitti non è comunale ma della Provincia e ci sono responsabilità erariali ed amministrative, anche dei Dirigenti comunali ad assumere azioni che comportassero spese per un Ente Pubblico per servizi che non gli competono.
Per questo ho documentato il parere dell’Avvocatura di Stato e del Consiglio di Stato.
Come ha espressamente affermato il Presidente Pettinari nei mesi scorsi, anche per averlo rivendicato in sede di Commissione di Manutenzione del Tribunale, l’edificio di via Capuzi sarebbe ritornato in uso alla Provincia per spostare li la sede distaccata dell’IPSIA non appena la Dante Alighieri fosse andata nelle nuove scuole delle Casermette, non lasciando di certo al Convitto gli spazi a loro assegnati.
Non a caso, come ben sa la Dirigente Marcantonelli che a me lo ha riferito, i tecnici della Provincia proprio nei primi giorni di gennaio sono andati al Pannaggi per capire come spostare li la sede distaccata dell’IPSIA.
E quindi, il vostro appello che io raccolgo per sostenere il diritto delle famiglie di restare presso la sede del Pannaggi, va rivolto alla Provincia la quale, dell’immobile scolastico ex Pannaggi, ne ha il diritto d’uso.
Ma vi è una via d’uscita che riporterebbe la responsabilità della gestione dell’edificio scolastico di via Capuzi al Comune di Macerata che ne è proprietario, e di conseguenza, solo in questo caso, ad assumere l’impegno formale scritto del Comune di Macerata a lasciare il Convitto in quell’edificio ex Pannaggi.
È semplice e si può fare subito.
La Provincia di Macerata restituisce l’uso dell’ex Pannaggi al Comune di Macerata che lo mette a disposizione immediatamente del Convitto fino al completamento dei lavori della sede storica.
Oggi – notizia delle notizie – leggo le dichiarazioni di Pettinari il quale testualmente afferma: “…una soluzione ci sarà e la stiamo costruendo insieme: la Provincia, il Convitto e il MIUR.”
Dunque la Provincia fa finalmente il proprio dovere e speriamo lo faccia subito dopo che per anni è stata totalmente inerme sul Convitto di Macerata.
In realtà non occorre costruire nulla, non occorrono tempi, come tenta di far credere Antonio Pettinari. Non occorrono i riti della vecchia politica e perdere altro tempo: basta scrivere quattro righe a sua firma alla Dirigente Marcantonelli in cui rende disponibile al Convitto il piano terra del Pannaggi.
Cari docenti, educatori e personale Ata, tutte le altre tematiche politiche che vengono sollevate servono solo a confondere i genitori che agiscono in buona fede ed a strumentalizzare il prossimo passaggio elettorale in città.
Conta solo che il Convitto resti nel Pannaggi fino al recupero della sede storica.
Io e l’amministrazione comunale saremo, come sempre stato, al vostro fianco e a quello dei ragazzi.
Bastano 4 righe firmate da Antonio Pettinari.