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Moria di carpe nel lago di Caccamo. Rimagono sconosciute le cause

Moria di carpe nel lago di Caccamo. Rimagono sconosciute le cause

I Carabinieri Forestali di Camerino proseguono gli accertamenti sulla morìa di carpe che ha recentemente colpito il Lago di Caccamo. I militari, notando a fine marzo la comparsa del fenomeno fin dalle sue prime fasi, hanno prelevato tre carcasse e le hanno consegnate all’Istituto Zooprofilattico Sperimentale di Tolentino per le verifiche analitiche del caso. E’ appena arrivato il referto sulla prima delle tre carpe morte. Dai primi, parziali, risultati non risultano tracce dei patogeni virali che più comunemente infettano la specie ittica in questione (“primaverile della carpa”, “edema della carpa” ed “herpes della carpa”), né sono emerse tracce di sostanze tossiche come pesticidi carbamati, metaldeide e stricnina. In attesa dei dati analitici sulle altre due carcasse campionate, ieri mattina i Carabinieri Forestali, insieme alla Polizia Provinciale di Macerata e grazie alla collaborazione dei volontari dell’associazione “Carp Fishing Italia”, hanno catturato un esemplare di carpa vivo, che a vista si presentava debilitato, per poi consegnarlo all’Istituto Zooprofilattico in aggiunta ai campioni già forniti. Fermo restando eventuali criticità imputabili alle acque, attualmente in corso di monitoraggio da parte dell’ARPAM e comunque in assenza di evidenze macroscopiche a supporto di tale scenario, l’ipotesi più verosimile resta quella di una problematica, ancora sconosciuta, in capo agli esemplari introdotti nel bacino idrico nel dicembre 2018. Dai documenti acquisiti ed attualmente al vaglio, risulta che all’epoca furono immessi 200 kg di carpa Ciprynus carpio, ovvero “carpa regina” provenienti dal ferrarese. I referti dell’Istituto Zooprofilattico potranno altresì confermare se le carpe malate siano ascrivibili alla medesima varietà