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Maceratese: il sindaco Carancini ricostrisce il percorso dietro al no alla serie D e manifesta perplessità

Maceratese: il sindaco Carancini ricostrisce il percorso dietro al no alla serie D e manifesta perplessità

Il sindaco di Macerata, Romano Carancini, oggi pomeriggio, in una conferenza stampa, ha riferito la timeline della vicenda Maceratese Calcio, “per ristabilire i fatti”, come ha affermato, arrivare al punto finale, ovvero al no della FIGC all’iscrizione della compagine cittadina al campionato di serie C e sottolineare il fatto che lui ”non ha mai condizionato alcuna scelta”. Lo ha fatto mostrando la corrispondenza avvenuta tra l’Amministrazione comunale e la Federazione stessa che, secondo il sindaco, nelle motivazioni addotte in due distinte lettere a lui indirizzate, smentisce sé stessa. Partendo dai vari passaggi che la proprietà  della società  ha subito iniziando dalla Tardella,  transitando per Spalletta e poi ancora Liotti, Carancini  arriva al ruolo “esterno” del sindaco, e quindi dell’Amministrazione comunale,  chiamato in ballo dal presidente della FIGC Carlo Tavecchio con una lettera datata 21 luglio 2017 in cui lo stesso dichiara che alla città  di Macerata, vista la mancata ammissione alla serie C della Maceratese, può essere concessa l’opportunità , attraverso la procedura prevista dall’articolo 52 comma 10 del NOIF (Norme Organizzative Interne FIGC) , di iscrivere a un campionato dilettantistico una società  in rappresentanza del Comune. Iscrizione alla quale deve essere allegato un business plan che attesti la sussistenza dei requisiti organizzativi, patrimoniali e finanziari, in sostanza un progetto solido accompagnato da una lettera  motivata accreditamento della società , a firma del sindaco, con la quale l’Amministrazione comunale manifesti il gradimento al progetto e ne confermi la serietà .
“Dopo questa lettera – ha detto oggi in conferenza stampa il sindaco Carancini – c’è stata attenzione da parte dell’Amministrazione comunale su quello che stava avvenendo, in particolare nei confronti della cordata maceratese in cerca di una soluzione. In quella fase l’interlocutore è stato Maurizio Mosca che ringrazio, per l’impegno, la passione e la generosità”. “La novità è stata rappresentata, come ha affermato il sindaco Carancini, nella settimana che va dal 28 luglio in poi, dall’interesse di investire sulla Maceratese dell’imprenditore bresciano Alberto Ruggeri che però, nei vari colloqui intercorsi, per intervenire, ha posto delle condizioni, tra queste la possibilità  di iscrivere la squadra in serie D e il fatto che non avrebbe realizzato il progetto senza il supporto di un gruppo locale”. “L’Amministrazione comunale – ha detto Carancini –  dopo aver verificato la solidità  e la serietà  del progetto bresciano, ha fatto incontrare i due gruppi di imprenditori che hanno stretto un accordo”. Accertata la disponibilità, il sindaco ha chiesto un incontro a Tavecchio attraverso una mail, seguita immediatamente dopo da un telegramma, ma il presidente della FIGC non ha risposto.  L’8 agosto Carancini ha scritto allora un’altra lettera alla quale Tavecchio ha risposto dichiarando la non ammissibilità  della società  al campionato di serie C essendo scaduto il termine del 3 agosto. Il sindaco ha scritto allora una terza missiva in cui è tornato a caldeggiare il progetto e il presidente dell FIGC ha risposto adducendo, oltre alla scadenza dei termini, anche altre motivazioni: “Le procedure federali .- si legge nella lettera di Tavecchio –  prevedono norme, di carattere perentorio, che in alcuni casi sono state superate con il consenso di tutti. Il sottoscritto ha esperito tutte le possibilità  sugli organi decisionali locali di provvedere ad accomodamenti ragionevolmente convenienti. Ho incontrato non solo un rifiuto ma valutazioni ben chiare sulle vicissitudini che purtroppo la sua regione annualmente registra e manda riflessi nei campionati dilettantistici. La Lega nazionale Dilettanti, nazionale e territoriale, ha espresso parere negativo sull’operazione da lei proposta”. “Tavecchio – ha affermato il sindaco – smentisce se stesso e dice che avrebbe esperito tutte le possibilità. Se si fosse voluto, la Maceratese sarebbe potuta rientrare ma a porre divieti sono stati gli organi locali. Per questo ieri ho chiesto quali fossero gli atti con i quali le Federazioni locali hanno dato parere negativo così come ho richiesto atti formali riguardanti anche i depositi finanziari di altre città . Ho l’impressione – ha concluso – che, intorno a quello che è accaduto, ci sia qualche altra cosa. Il cambiamento di direzione non mi convince”.