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Il “ritorno degli esuli”. Siena e San Ginesio insieme per ripartire dopo il terremoto

Il “ritorno degli esuli”. Siena e San Ginesio insieme per ripartire dopo il terremoto

Tra il 1450 e il 1460, in una San Ginesio travagliata dalle fazioni, 300 ginesini dovettero lasciare la loro terra per rifugiarsi alla volta di Siena, dove svolsero le mansioni presso la guardia civica. Alcuni notabili senesi, desiderosi di rendere giustizia agli esuli, decisero di inviare a San Ginesio gli ambasciatori della città toscana al fine di garantire il rimpatrio dei 300 ginesini, che furono in seguito riabbracciati dai concittadini, giurando la perpetua concordia in città e recando in dono due simboli di una comunità ben ordinata: il Crocifisso, da venerare nella chiesa Collegiata, come testimonianza dell’impegno di pace, e gli Statuti della città di Siena, su cui uniformare il buon governo della Terra di San Ginesio. Il patto tra San Ginesio e Siena, nato nel XV secolo, viene oggi ricordato a cadenza triennale in una tra le più importanti manifestazioni della regione Marche, rievocazione storica che vede anche la presenza della Municipalità di Siena. In occasione della XIX edizione della rievocazione storica in programma nei giorni di sabato 10 e domenica 11 giugno, la città di San Ginesio desidera mostrare al pubblico la volontà di ripartire dopo il sisma, volontà manifestata attraverso l’introduzione di un nuovo momento celebrativo, la “Cerimonia della gratitudine civica”, in programma domenica mattina, in cui il sindaco consegnerà una pergamena di ringraziamento a tutti i privati, enti, associazioni che hanno dimostrato solidarietà a San Ginesio all’indomani del terremoto.