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Riaperta la strada da San Severino a Serrapetrona. Messa in sicurezza dopo il sisma

Riaperta la strada da San Severino a Serrapetrona. Messa in sicurezza dopo il sisma

Dopo l’abbattimento di diversi edifici che insistevano sulla pubblica via è stata definitivamente riaperta al traffico l’ex strada provinciale 502 “Cingolana” che da San Severino collega al territorio di Serrapetrona. Il tratto d’asfalto, passato in gestione all’Anas, serve uno dei quartieri della città, quello dell’Uvaiolo, maggiormente colpiti dalle scosse di terremoto. Chiusa a ottobre dello scorso anno, la strada da alcuni giorni è tornata ad essere riaperta dopo essere stata messa in sicurezza. Un piccolo tassello che si aggiunge al lento ritorno alla normalità salutato con soddisfazione dal sindaco di San Severino, Rosa Piermattei, dal primo cittadino di Serrapetrona, Silvia Pinzi, dal presidente della Provincia di Macerata, Antonio Pettinari, nel corso di una breve cerimonia.
“Nel quartiere Uvaiolo abbiamo abbattuto 18 edifici e siamo ora in attesa che si proceda alla rimozione delle macerie ma registriamo un piccolo ritorno alla normalità con la riapertura di un collegamento molto significativo per la nostra comunità – ha sottolineato il sindaco, Rosa Piermattei, aggiungendo – Abbiamo ultimato tutti i sopralluoghi e andiamo avanti con gli abbattimenti ma poi ci dovremo fermare in attesa di leggi e ordinanze”.
“La riapertura di una strada è una delle tante priorità – ha aggiunto il presidente della Provincia, Antonio Pettinari – Senza strade non solo la ricostruzione non sarà possibile ma non sarà possibile nessun progetto di ripresa in luoghi che restano e sono destinati a rimanere, diversamente, isolati”.
Anche dal sindaco di Serrapetrona, Silvia Pinzi, è giunto l’invito a fare presto in un territorio, quello del paese della Vernaccia, che vede danneggiato il 55% degli edifici fra danni lievi e danni gravi: “La popolazione ha risposto aiutandosi, chi ha potuto ha messo a disposizione le seconde case. Dobbiamo ultimare alcuni sopralluoghi e ci stiamo prendendo cura di circa 250 persone rimaste senza una casa che sono, di fatto, un quarto della popolazione”.