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“Chi ha edifici agibili li metta a disposizione”. Appello del sindaco di San Severino per evitare i containers

“Chi ha edifici agibili li metta a disposizione”. Appello del sindaco di San Severino per evitare i containers

“Faccio di nuovo appello ai settempedani proprietari di edifici agibili ma non occupati e a tutti gli imprenditori edili o del settore immobiliare che hanno strutture disponibili perché mettano le loro case a disposizione delle tante famiglie rimaste senzatetto. Li invito a mettersi subito in contatto con il nostro ufficio Servizi alla Persona”.
A lanciare la richiesta è il sindaco di San Severino, Rosa Piermattei, che ha presentato domanda per i container dove ospitare le tante famiglie rimaste senza una casa. “Queste strutture sembrano dei bunker, non possono che essere l’ultima spiaggia. Si tratta di strutture destinate a nuclei di tre o quattro persone, con il rischio di dividere anche le famiglie, che prevedono spazi comuni come bagni, mensa, lavanderia e una sala ricreativa. In simili spazi la convivenza sarà veramente difficile. Noi non vogliamo creare delle new town, dei quartieri non quartieri dove oggi rischiano di finire i terremotati in quella fase che precederà l’arrivo delle casette in legno. Per questo torno a dire che chi può è bene che chieda magari di essere alloggiato in albergo o faccia ricorso al contributo per l’autonoma sistemazione”.
Nel nuovo decreto legge del Commissario delegato per la ricostruzione è previsto che i Sindaci dei Comuni interessati dal sisma indichino al Dipartimento della Protezione Civile le aree da destinare ai containers per la popolazione.
“Dopo aver individuato un’area nel rione di San Michele – aggiunge il sindaco – abbiamo avuto un incontro con il Genio guastatori dell’Esercito che seguirà le attività di predisposizione del sito. Si tratta di un’area di 5mila metri quadri che andrà ad ospitare circa duecento persone. Prima di dare il via alle ruspe però vogliamo fare un ultimo tentativo per dare una sistemazione dignitosa a chi è rimasto senza un tetto”.