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Macerata ospita il Simposio degli intellettuali cattolici cinesi in Europa. Dal 28 al 30 giugno

Macerata ospita il Simposio degli intellettuali cattolici cinesi in Europa. Dal 28 al 30 giugno

Macerata ospita da martedì a giovedì prossimi, il XII Simposio degli intellettuali cattolici cinesi in Europa. Il tema che verrà trattato è «Cattolicesimo e dialogo interculturale tra Oriente e Occidente. L’importanza della cultura nel processo di evangelizzazione in Cina».
A promuoverlo è il Centro Studi Li Madou di piazza Strambi, impegnato nel valorizzare gli eventi legati alla memoria del gesuita Padre Matteo Ricci. Il convegno, presieduto da don Giovanni Battista Sun, vice direttore del Centro Studi Li Madou, inizierà martedì, alle 8.30, nell’Aula Magna dell’Università di Macerata.
Modererà padre Antonio Olmi OP, docente di Teologia Sistematica presso la Facoltà Teologica dell’Emilia-Romagna, previste le riflessioni del vescovo di Macerata, mons. Nazzareno Marconi su «Il Vangelo: grande codice per la comprensione della cultura occidentale» e di mons. Claudio Giuliodori, vescovo emerito, su «Rileggere l’”Evangelii gaudium” con gli occhi di P. Matteo Ricci».
Nel pomeriggio il Simposio proseguirà nella Domus San Giuliano. Alle 15.30, Li Teng, della Facoltà storica dell’Università di Liverpool, relazionerà su «L’evangelizzazione culturale nel contesto contemporaneo cinese: problemi, riferimenti e traduzioni», mentre Kang Xi, dell’Università di Münster, su «Gesù Cristo: La Via vera dell’unità tra il Cielo e l’Uomo». Quindi Lin Zhiding, dell’Istituto universitario «Sophia Loppiano» di Firenze, interverrà su «Guardarsi allo specchio e il dialogo: la teologia del Dao».
Mercoledì 29 giugno i lavori si apriranno con le relazioni – presiedute da Piotr Adamek – di Zbigniew Wesołowski SVD, Editore di Monumenta Serica, su «La volontà umana e il bene: oltre ciò di cui parlano l’Occidente e l’Oriente» e Baolu Jing, direttore del Centro Studi Li Madou, che interverrà su «La dimensione metafisica nel processo dell’inculturazione della fede cristiana». Sarà invece Zhao Hongtao, della Pontifica Università Urbaniana di Roma, a presiedere lo spazio in cui interverrà Yan Wenling, dell’Università Johannes Gutenberg di Magonza, sul tema «La Prima Guerra mondiale e l’esperienza del proselitismo di Edith Stein». Nel pomeriggio, presieduti da Sun Xuyi, vice direttore del Centro Studi Li Madou, prenderanno invece la parola: Li Haiyan, del China Centre presente in Germania, su «San Paolo: Praticatore e Fondatore dell’inculturazione della fede cristiana», e Li Jianhua, del Centro Freinademetz, su «Lavoro non condotto a termine dall’autore. Breve storia della enciclopedia cinese sul cattolicesimo». Sarà quindi la volta di Huang Qiuying, del Claretianum, l’Istituto di Teologia della vita consacrata, che relazionerà su «Suore e vergini cinesi: testimonianza della misericordia di Dio nella società cinese».
In occasione dell’evento, alle 21.15 nella Cattedrale di San Giuliano, si terrà il concerto «Maria, Madre di Misericordia»: l’iniziativa prevede l’esecuzione moderna del Llibre vermell de Montserrat, con canti devozionali mariani intonati dai pellegrini del XIV secolo. Animato dalla Cappella Musicale della Cattedrale di Macerata, il concerto, diretto da Carlo Paniccià, vedrà Mauro Navarri al violino, Paola Del Bianco alla viola e alle percussioni Marco Romanelli: voce recitante sarà Rosaria Del Balzo Ruiti.
Il Simposio culturale terminerà il 30 giugno con gli interventi, in mattinata, di Gao Jianjun, del China Centre in Germania su «Introduzione all’estetica teologica di Balthasar» e Xu Xiaoyan, dell’Università di Münster, sul tema «La via della “notte oscura” nella fede: il dialogo tra Thomas Merton e Lo Zen». Presieduti da Gao Zhenhua, relazioneranno inoltre Zhang Zhang Nan, dell’Università Ludwig Maximilian, chiamato ad intervenire su «La ragione e l‘importanza storica della “pace italiana” dell’anno 728».
Concluso del convegno è in programma un pellegrinaggio alla Basilica mariana di Loreto dove verrà celebrata la Santa Messa: in serata, cena in un ristorante cinese di Civitanova, come segno di unione e di fraternità che lega sempre più l’Italia e la patria natìa di Padre Matteo Ricci, alla Terra di Mezzo.