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Le imprese femminili marchigiane sfidano bene la crisi

Le imprese femminili marchigiane sfidano bene la crisi

Le imprese femminili marchigiane tengono malgrado la crisi. Tra aprile 2014 e aprile 2015 quelle iscritte alle Camere di commercio della regione, sono passate da 39.434 a 39,439. Appena cinque in più ma in netta controtendenza rispetto alla totalità delle imprese, scese da 173.614 a 172.711, con la perdita di 903 aziende negli ultimi dodici mesi. Ad affermarlo un’indagine del Centro Studi Sistema Cna Marche su dati dell’Ufficio Statistica della Camera di Commercio di Ancona. Nella nostra regione, secondo il Centro Studi Sistema Cna Marche, ormai quasi un’impresa su quattro è guidata da una donna, con il tasso di femminilizzazione che ha raggiunto il 22,8 per cento rispetto alla media nazionale del 21,5 per cento. Analizzando l’andamento dei diversi settori produttivi, il Centro Studi Sistema Cna evidenzia come le imprese femminili marchigiane diminuiscono in agricoltura (-254 imprese), nel commercio (-96), nelle calzature (-49). Aumentano invece tra le costruzioni (+28 imprese registrate), le attività legate al turismo, alloggio e ristorazione (+57). Guardando all’imprenditoria femminile sul territorio marchigiano, la provincia con il maggior numero di aziende “in rosa” rimane Ancona con 18.879 imprese, anche se in dodici mesi ha perso 80 attività al femminile. In calo le imprese guidate da donne anche a Macerata (-42) E Fermo 8-4) mentre sono aumentate a Pesaro e Urbino (+42) e ad Ascoli Piceno (+16).